Genova, viaggio nel "drive in" dove si effettuano i tamponi per il Covid

di Michele Varì

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La processione con ansia alla Fiera del Mare di chi rientra dall'estero e chi ha avuto contatti a rischio. Percentuale positivi stabile all'1%

Il papà alla guida di uno scooter con la graziosa figliola seduta dietro accetta con un sorriso di fare riprendere dalla telecamera la ragazza che deve sottoporsi al tampone, forse per sdrammatizzare l'evento.  Sui loro volti nessuna ansia, come di chi fa un compito in classe facile facile ma solo perchè obbligato a farlo.

Nessuna paura neppure nello sguardo di una coppia in auto rientrata dalla Grecia, "quando siamo partiti non c'era l'obbligo di sottoporsi al tampone" racconta il marito che svela di un viaggio sì di piacere, ma anche di lavoro, "sono dipendente della Costa Crociere. Se avessi saputo del tampone? Probabilmente sarei partito lo stesso". 

Meno sereno, e non ha problemi ad ammetterlo, è un giovane che intercettiamo subito dopo avere fatto il tampone: "Ho un po' di paura perchè sono diabetico, sono a rischio, sono qui perchè sul posto di lavoro potrei essere venuto a contatto con un positivo. Speriamo di essere negativo".

Una delle infermiere che gestiscono il "drive through" ossia il "drive in" dei tamponi della Asl3 incastonato fra le barche della marina e il padiglione Blu della Fiera del Mare, con la collaborazione dei volontari della Protezione Civile, racconta che ogni giorno si effettuano circa 130 tamponi, con punte di 200. Se fa male? No, crea solo un po' di fastidio e induce alla lacrimazione quando infiliamo il tampone nel naso".

I dati forniti da Roberto Rosselli, responsabile delle Professioni delle Prevenzione dalla Asl3 di Genova, sono in linea con quelli del resto d'Italia: "I tamponi positivi sono circa l'1%, e spesso si tratta di asintomatici, anche fra gli anziani, più elevata invece la percentuale di positivi fra coloro che rientrano dall'estero: 2.6 %, ma anche in questi casi sono rari coloro che manifestano sintomi. La prevenzione però è d'obbligo perchè questi pur minimi numeri dicono che il virus sta circolando, e questo potrebbe rappresentare un problema in autunno quando le condizioni meteo potrebbero renderlo molto più virulento ed aggressivo".