4 assi via Cantore, Associazioni commercianti: "Grave non averci interpellati"
di Claudio Baffico
È polemica attorno alla Commissione consiliare del Comune di Genova dedicata alle criticità del progetto dei “4 Assi”, con particolare attenzione a via Cantore. Confesercenti Genova denuncia di non essere stata informata né coinvolta nella convocazione. A sollevare il caso è il presidente provinciale Massimiliano Spigno: "Nella giornata odierna è stata convocata una Commissione consiliare sul progetto dei 4 Assi in via Cantore senza che Confesercenti ne fosse minimamente a conoscenza".
Alla protesta si associa anche Confcommercio Genova, che segnala l’assenza di convocazioni non solo per le associazioni di categoria, ma anche per i Civ dell’area di via Cantore e delle zone limitrofe. "Una decisione che evidenzia un metodo di lavoro che lascia fuori chi vive e anima quotidianamente le strade della città", sottolineano dall’associazione.
Nel merito intervengono Alessandro Cavo, presidente di Confcommercio Genova, ed Emilio Rimondini, presidente del CIV, ribadendo il ruolo centrale dei commercianti nei processi di trasformazione urbana. "I commercianti sono tra i soggetti più direttamente interessati da qualsiasi intervento sulla città: operano sulle strade, investono sulle strade e dalle strade ricavano il proprio reddito. Sono imprenditori, ma anche cittadini, così come i loro dipendenti. Escluderli significa ignorare l’impatto concreto che cantieri e modifiche alla viabilità hanno sull’economia di prossimità".
Secondo Confcommercio e CIV, l’esclusione delle rappresentanze di categoria dai tavoli decisionali porta a scelte calate dall’alto. "Non è accettabile che chi rappresenta commercio e pubblici esercizi venga estromesso dai percorsi decisionali. Questo metodo produce cantieri avviati senza confronto e senza un’adeguata informazione preventiva, con conseguenze pesanti su accessibilità, flussi di clientela e tenuta economica delle imprese genovesi".
Da qui l’appello a un cambio di approccio. "La concertazione non è un freno, ma una condizione essenziale per realizzare interventi davvero utili e sostenibili. Escludere il tessuto economico della città significa indebolire l’efficacia dei progetti e colpire il commercio di prossimità, che rappresenta una componente fondamentale dell’identità e della vitalità di Genova", concludono Cavo e Rimondini.
Ancora più netta la posizione di Confesercenti. Spigno parla apertamente di "una mancanza grave", ricordando come Sampierdarena stia già pagando un prezzo elevato a causa dei lavori in corso in via Buranello. "Il tessuto commerciale del quartiere è già duramente provato e rischia un ulteriore colpo con l’apertura del cantiere di via Cantore. La mancata convocazione delle associazioni di categoria è un fatto inaccettabile".
Il presidente di Confesercenti richiama inoltre esperienze passate in cui l’assenza di confronto ha prodotto criticità evidenti. "L’esclusione di Confesercenti dal dibattito ha già generato, in altre occasioni, situazioni problematiche, come dimostrato dall’esperienza dello street lab".
Da qui la richiesta di un metodo più inclusivo. "Non è silenziando le posizioni considerate scomode che si governa la complessità dei territori – conclude Spigno – ma attraverso un confronto autentico, trasparente e strutturato con tutti i soggetti coinvolti. Coinvolgere le rappresentanze fin dalle fasi iniziali dei progetti è indispensabile per evitare di ripetere errori già commessi e per prevenire nuove ricadute negative su un commercio di prossimità già messo a dura prova".
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