Genova: successo all'Acquario per “Come un Sasso nel Mare”, docufilm sulla storia della subacquea italiana

di R.S.

4 min, 40 sec

Idea, realizzazione e regia di Claudio Colombo, voce narrante la nostra Katia Gangale

Successo di pubblico per la prima visione ufficiale di “Come un Sasso nel Mare”, il documentario ideato e diretto da Claudio Colombo che racconta la storia della subacquea ligure e il suo contributo allo sviluppo della cultura del mare in Italia. L'Auditorium dell'Acquario di Genova (foto Debora De Vito) ha registrato il tutto esaurito con oltre 280 persone presenti in sala, alle quali si sono aggiunti circa 50 partecipanti collegati in contemporanea dalla Chiatta del Porto Antico, sede della Fondazione Collegio Ligure Periti ETS.

L'evento ha confermato il forte interesse verso un progetto unico nel suo genere. Attraverso 82 minuti di testimonianze, immagini, documenti storici e racconti inediti, il documentario ricostruisce per la prima volta una parte fondamentale della storia della subacquea italiana attraverso le voci di coloro che l'hanno vissuta e costruita nel corso dei decenni.

La proiezione si è svolta in uno dei luoghi simbolo della divulgazione scientifica e culturale genovese. Affacciato sul Porto Antico, l'Auditorium dell'Acquario rappresenta infatti una cornice ideale per un'opera che racconta il profondo legame tra Genova, la Liguria e il mare.

L'iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Collegio Ligure Periti ETS e dal Centro Subacqueo Mediterraneo – Duilio Marcante, storica realtà fondata nel 1952 che da oltre settant'anni contribuisce alla diffusione della cultura subacquea, della formazione e della divulgazione scientifica.

Salvare una memoria che rischiava di scomparire - L'idea del documentario nasce dalla volontà di preservare una memoria storica che rischiava di andare perduta con il passare del tempo e con la scomparsa dei suoi protagonisti. Un impulso decisivo è arrivato dalla lettura del libro “Immerso in una bolla d'aria” di Gaetano Tappino, che ha acceso l'interesse verso un patrimonio umano, tecnico e culturale spesso poco conosciuto.

Da quella riflessione è nato un lungo lavoro di ricerca e raccolta di testimonianze dirette, immagini e documenti storici, trasformando un'iniziativa personale in un progetto collettivo di conservazione della memoria. Il risultato è un racconto che non si limita all'evoluzione delle attività subacquee, ma evidenzia anche il ruolo centrale che Genova e la Liguria hanno avuto nella costruzione di una cultura del mare riconosciuta a livello nazionale e internazionale.

Gli interventi e il messaggio del regista - Ad aprire la serata sono stati Gaetano Tappino, sommozzatore e scrittore, Giuseppe Magnino, responsabile regionale della didattica subacquea FIPSAS Liguria, la nostra Katia Gangale, voce narrante del documentario, e lo stesso Claudio Colombo, ideatore e regista del progetto.

Nel suo intervento Colombo ha sottolineato il carattere collettivo dell'opera: "Questo documentario non è mio. È vostro. È di chi questa storia l'ha scritta, di chi l'ha vissuta e di chi, sostenendo il progetto, continua a mantenerla viva affinché possa essere conosciuta e tramandata alle nuove generazioni".

Parole accompagnate da un sentito ringraziamento rivolto ai sostenitori, ai partner, agli enti patrocinanti e a tutte le persone che hanno contribuito mettendo a disposizione documenti, immagini, ricordi e testimonianze.

Una platea che rappresentava il mondo del mare - Tra il pubblico erano presenti rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico, della nautica e della subacquea professionale e ricreativa. Hanno partecipato esponenti di Regione Liguria, Comune di Genova, Acquario di Genova, Area Marina Protetta di Portofino, FIPSAS, Historical Diving Society Italia, GOA – Genova Ocean Agorà, Fondazione Collegio Ligure Periti ETS e Centro Subacqueo Mediterraneo – Duilio Marcante.

Numerosa anche la presenza di operatori appartenenti a Marina Militare, Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri e Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, oltre a biologi marini, istruttori, tecnici e rappresentanti di aziende che hanno contribuito a fare di Genova e della Liguria uno dei principali poli mondiali della subacquea.

Tra gli ospiti figuravano Antonio Cressi per Cressi, Paolo Ferraro, già presidente di Technisub e Aqualung, Sergio Gamberini di Ocean Reef, Alberto Belloni di Scubapro, Silvano Agostini di Top Sub ed Elisa Montuano in rappresentanza di Mares.

Applausi e riconoscimenti istituzionali - Al termine della proiezione il documentario è stato accolto da un lungo applauso. Molti spettatori hanno vissuto la visione come un autentico viaggio nella memoria, tra aneddoti, immagini storiche e momenti di forte emozione legati alle persone e alle esperienze che hanno segnato la crescita della comunità subacquea italiana.

Successivamente sono intervenuti l'onorevole Roberta Pinotti, presidente della Fondazione Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, Roberto Arboscello, vicepresidente del Consiglio regionale della Liguria, Donatella Alfonso, consigliera comunale del Comune di Genova in rappresentanza della sindaca Silvia Salis, e Franco Martini, storico della subacquea.

Tutti hanno espresso apprezzamento per il valore culturale, storico e documentale dell'opera, sottolineando l'importanza del lavoro di ricerca e recupero delle testimonianze che ne ha reso possibile la realizzazione.

Un progetto destinato a continuare - “Come un Sasso nel Mare” è il risultato di un lungo percorso di ricerca, raccolta documentale e produzione indipendente. La realizzazione è stata resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Collegio Ligure Periti ETS, del Centro Subacqueo Mediterraneo – Duilio Marcante, di Top Sub, Underwater Dome, FIPSAS – Sezione Provinciale di Genova e dei numerosi sostenitori che hanno aderito alla campagna di crowdfunding.

La première genovese rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con nuove proiezioni sul territorio nazionale. L'obiettivo è portare questa storia nelle principali città marittime italiane, contribuendo a valorizzare un patrimonio culturale che appartiene non solo agli appassionati di subacquea, ma all'intero Paese.

Il documentario costituisce infatti il primo capitolo di un progetto più ampio dedicato alla cultura del mare e alle eccellenze che hanno contribuito a costruire il rapporto tra l'Italia e il suo patrimonio marittimo, affinché queste storie possano essere conservate, conosciute e trasmesse alle future generazioni.

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