Genova, sindacati in piazza: "Il Covid ha distrutto 800 mila posti di lavoro"

di Michele Varì

Cgil, Cisl e Uil: "Ripartire dall'occupazione con i fondi comunitari. Solo in Liguria 25 mila disoccupati in più. Rinnovare i contratti scaduti"

"La crisi del Covid in Italia ha cancellato 800 mila posti di lavoro, 25 mila solo in Liguria, nonostante gli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti, per questo è importante che la ripartenza, grazie ai fondi della comunità euroepa, riparta dal lavoro".

Lo hanno gridato stamane da piazza De Ferrari i tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil nel corso della manifestazioe che come a Genova si è svolta anche nel capoluogo ligure e che ha visto la partecipazione di un centinaio di lavoratori, ma anche di pensionati.

Luca Maestripieri, segerario ligure Cisl Liguria: L'Europa ha battuto un colpo assegnando più di 200 milioni di euro ma non servirà a nulla se questi soldi non si convertiranno in posti di lavoro di qualità. Serve un progetto per mettere al centro il lavoro di qualità e stabile. Attendiano di essere convocati dal presidente del consiglio per la discussione e la ripartizione del Ricovery Fund. Nella sanità privata sono quattordici anni che non si rinnovano i contratti, è inaccettabile, inoltre, che la cassa integrazione durante la crisi della pandemia sia arrivata in ritardo".

Federico Vesigna segretario generale della Cgil Liguria ha ribadito che "l'emergenza sanitaria è diventata emergenza economica" e ha chiesto "a governo e soprattutto a Confindustria di rinnovare i contratti di lavoro scaduti a 13 milioni di lavoratori che lo attendono da anni, "hanno diriitto a vedere rinnovato il proprio contratto".

Carmelo Barbagallo, segretario nazionale dei pensionati Uil, invece ha spiegato che "se non si rinnovano i contratti non si pagano i contributi e non si pagano le pensioni, si deve partirte dai settori come le infrastrutture e voi sapete a Genova cosa significa cosa significa avere problemi di infrastrutture".