Genova, ottantacinquenne derubata di tutti i gioielli da finti ispettori Enel

di Michele Varì

È successo in via Caffato, in centro: la donna dopo avere ricevuto una telefonata ha fatto entrare in casa e ha offerto da bere ai due truffatori

Genova, ottantacinquenne derubata di tutti i gioielli da finti ispettori Enel

Ha fatto entrare in casa e ha offerto da bere in cucina ai due truffatori falsi ispettori dell'Enel che poi le hanno rubato i gioielli che custodiva da una vita in un cofanetto.

Vittima dell'ennesima truffa una donna di oltre 85 anni residente in via Caffaro, nel centro di Genova.

Il colpo ieri mattina: la donna ha prima risposto ad una telefonata sul telefono fisso di una presunta operatrice dell'Enel che le preannunciava la visita in casa di due colleghi per stipulare un nuovo contratto a suo dire "molto vantaggioso". Dopo mezz'ora alla porta dell'abitazione si sono presentati due uomini che si sono spacciati per ispettori Enel e con fare molto professionale le hanno proposto di firmare il nuovo contratto.

La donna li ha fatti entrare senza esitazione facendoli anche accomodare in casa, in cucina, per la firma di alcune pratiche. Poi gli ha offerto un bicchiere di Fanta. Ma mentre leggeva il documento e firmava, uno dei ladri ha fatto il giro della casa per controllare "le lampadine dell'abitazione" e si è appropriato del cofanetto pieno di gioielli in oro, quattro anelli, quattro bracciali e due collane, i ricordi di una vita.

La pensionata si è accorta di essere stata truffata solo quando i due erano già fuori dall'appartamento: colta dal terribile sospetto che i due non fossero ispettori Enel e andata a controllare nella camera da letto e si è accorta della sparizione del cofanetto pieno di gioielli.

A quel punto ha avvertito i familiari e un vicino di casa ed è stato lanciato l'allarme alla polizia: ma dei due ladri in zona non c'era più nessuna traccia. Il dubbio è che l'uomo possa avere accuratamente lavato il bicchiere prima di riporlo sul lavabo.

Nell'abitazione sono stati inviati gli esperti della polizia scientifica che hanno avviato le indagini sul furto insieme ai detective della sezione rapine della squadra mobile. Primo passo verificare se ci sono tracce del dna dei uno dei truffatori sul bicchiere con cui ha bevuto la Fanta offerta dall'anziana.