Genova, notte di caos nel centro storico: urla, cori e serrande sfondate

di Redazione

I cittadini esasperati lanciano uova e acqua dalle finestre.

Vicoli trasformati in gradinate da stadio sino alle ore piccole. Cori da ultrà, saracinesche usate come tamburi, lancio di bottiglie, assembramenti in stile Napoli dopo la finale di Coppa Italia. Liti, risse, rapine. Lancio di uova dalle finestre da parte degli abitanti esasperati.

Questo è la drammatica cartolina dei vicoli del centro storico ogni fine settimane dopo la fine del lockdown. Una vera e propria polveriera pronta ad esplodere.

Immagini indirizzate al prefetto Perrotta, al questore Ciarambino, al sindaco Bucci, all'assessore alle sicurezza di Tursi Garassino, persino al governatore della Liguria Toti che hanno promesso a più riprese, gli amministratori persino con passeggiata rassicurante, che con la riorganizzazione dei controlli nel centro storico possibile con l'impiego straordinario della polizia locale la città vecchia sarebbe stata blindata e la movida resa sicura, non molesta.

Ma ogni fine settimana la realtà li smentisce e getta nello sconforto chi ci abita, che non riesce a chiudere occhio sino a dopo l'alba. Stavolta c'è il video a raccontare come vivono gli abitanti del centro storico, immagini che arrivano dalla parte alta di via Canneto il Lungo, ma che potrebbero arrivare dalle Vigne, la Maddalena, Soziglia, San Bernardo.

"Non ne possiamo più di denunciare quanto accade sotto le nostre finestre e vedere che non cambia nulla - dice un abitante – tutti fanno promesse, sfilate, ma poi puntualmente qualche centinaio di ragazzi tiene in ostaggio centinaia di abitanti che alle due o alle tre di notte avrebbero diritto di dormire, perché molti di noi, vi sembrerà strano, lavorano anche il sabato e la domenica".