Genova, 97ª Adunata Nazionale degli Alpini: oltre 2.400 ospiti al padiglione Jean Nouvel
di Luca Pandimiglio
“Essere alpino significa poter contare sugli altri. La lealtà e la fiducia sono fondamentali”
Genova si prepara ad accogliere la 97ª Adunata Nazionale degli Alpini, un appuntamento atteso che riporterà in città migliaia di partecipanti da tutta Italia. Dal padiglione Jean Nouvel, cuore logistico dell’evento, arrivano le prime immagini di un’organizzazione ormai agli ultimi dettagli, pronta a entrare nel vivo.
Giuseppe Merello, coordinatore degli alloggiamenti collettivi dell’Adunata Genova 2026, descrive il lavoro svolto: “Abbiamo allestito due piani di brandine e spazi a terra per il materiale personale. Il lavoro è stato portato avanti da circa trenta persone e da domani mattina alle 8 siamo pronti ad accogliere circa 2.400 alpini”.
Un’organizzazione complessa, costruita nel tempo grazie al contributo di numerosi volontari. A spiegare nel dettaglio la macchina organizzativa è anche Roberto Valcalda, membro del gruppo operativo e della segreteria dell’adunata: “Abbiamo iniziato a lavorare già da settembre. Le prenotazioni, aperte a novembre, sono andate subito sold out. Abbiamo gestito circa 7.000 alpini provenienti da tutta Italia, distribuendoli tra il padiglione, le aree esterne e alcune palestre cittadine”.
Un’organizzazione “matematica”
L’allestimento degli spazi non è lasciato al caso. Le brandine sono disposte secondo una vera e propria matrice: righe e colonne numerate che permettono a ogni partecipante di individuare facilmente il proprio posto. “Ogni branda ha un codice alfanumerico – spiega Valcalda – così anche gruppi numerosi, da 60 o 70 persone, possono essere sistemati vicini”.
All’interno del padiglione troveranno posto circa 2.400 alpini, mentre altri 470 militari – appartenenti alla brigata Taurinense e al reggimento logistico – saranno ospitati al piano inferiore, impegnati nelle attività della cittadella militare in zona Brignole.
Un grande lavoro è stato fatto da tutto il gruppo operativo formato da: Giovanni Calcagno (responsabile di settore), Roberto Pesce (responsabile di settore), Giuseppe Cilione (responsabile vigilanza e sicurezza), Gino Berta (responsabile di settore), Felice Vernazzola (responsabile informazione), Stefano Callegari (responsabile vigilanza e sicurezza) e Antonio Carvelli (responsabile di settore).
Regole semplici e spirito alpino
Per garantire una convivenza ordinata, sono state stabilite alcune regole di comportamento, basate soprattutto sul buon senso: divieto di fumare, di accendere fuochi o disturbare gli altri ospiti. “Sono norme semplici – sottolinea Merello – e gli alpini sono abituati a rispettarle. Quando siamo tra di noi siamo persone serie, attente agli altri”.
Emozione e orgoglio per il ritorno a Genova
A rendere speciale questa edizione è anche il ritorno dell’adunata a Genova dopo 25 anni. Un evento che, come raccontano gli organizzatori, ha un valore profondo: “Per noi alpini genovesi è più di un’emozione. È un orgoglio poter contribuire a ospitare alpini da tutta Italia nella nostra terra”.
I valori degli Alpini, oggi più che mai attuali
Oltre all’aspetto organizzativo, l’adunata rappresenta anche un momento per riflettere sui valori che da sempre contraddistinguono gli Alpini: solidarietà, senso di comunità e radicamento sul territorio. “Gli alpini sono sempre presenti, soprattutto nelle emergenze – ricordano gli organizzatori – dal Friuli all’Irpinia fino alle attività quotidiane di protezione civile”.
Valori che affondano le radici nella storia personale e collettiva: “Essere alpino significa poter contare sugli altri. La lealtà e la fiducia sono fondamentali”.
Genova pronta ad accogliere l’Italia
Con gli ultimi ritocchi in corso, la macchina organizzativa è ormai pronta. Da domani mattina e fino a lunedì, il padiglione ospiterà circa 2.500 persone, diventando uno dei punti nevralgici dell’adunata. Genova, con il suo paesaggio unico tra mare e monti, si prepara così a offrire uno scenario suggestivo per un evento che unisce memoria, identità e spirito di appartenenza. Un’occasione speciale per celebrare non solo il corpo degli Alpini, ma anche quei valori che continuano a essere un punto di riferimento nel presente.
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