Genova, la rabbia dei ristoratori in piazza: "Non riusciamo più ad andare avanti"

di Alessandro Bacci

Centinaia di persone in protesta per le vie del centro. "Governo Draghi? Non è cambiato niente, anzi è peggiorata la situazione"

Prosegue la protesta dei ristoratori e di tutte le categorie lavorative duramente colpite dalla pandemia. Centinaia di manifestanti si sono dati appuntamento in piazza De Ferrari, con una protesta che è proseguita nelle vie di Genova. I manifestanti durante la propria marcia hanno invitato i commercianti di via XX Settembre a uscire dai negozi per unirsi a loro.

Cosa è cambiato con il governo Draghi? "Sinceramente non è cambiato niente, forse è peggiorato. Non abbiamo più neanche un'indicazione su quelli che possono essere gli aiuti economici - affermano due lavoratrici del mondo dello sport - i ristori non sono più arrivati da dicembre e non sappiamo neanche a chi spetteranno. la nostra categoria ha un'utilità sociale e di sostegno, per noi è fondamentale avere un continuo rapporto. Noi cerchiamo di avere un contatto con i nostri allievi per dare un sostegno morale. le persone hanno bisogno di stare bene, lo sport è vita e salute. La cassa integrazione arriva a singhiozzo con cifre che non possono bastare per una famiglia. Noi vogliamo lavorare, il diritto al lavoro è sacrosanto."

In piazza ovviamente anche i ristoratori guidati da Fabrizio Bogo dell'Osteria Gigino: "Ci hanno detto che chiuderemo fino a dopo Pasqua. Una risposta che non ci aspettavamo, ogni mese chiudiamo per salvare il prossimo e invece non salviamo niente. Non riusciamo più ad aprire, non riusciamo ad andare avanti. Non so chi tra noi pagherà l'Iva, io sicuramente no. I ristoratori hanno fatto da apripista ma giustamente ci sono tutte le categorie: piscine, palestre, discoteche ma anche attività normali che oggi lavorano al 40%."