Genova, il parere di un ristoratore: "Green Pass? Ci farà lavorare con tranquillità"

di Redazione

"Sono meno contento quanto mi si impongono chiusure. I controlli? Chiedere un green pass non è chiedere un documento di identità"

Genova, il parere di un ristoratore: "Green Pass? Ci farà lavorare con tranquillità"

Dal 6 agosto per entrare all'interno dei ristoranti sarà obbligatorio il green pass. La certificazione verde diventerà lo strumento per dimostrare l'avvenuta vaccinazione, la guarigione dal covid oppure il tampone negativo. Inevitabilmente l'introduzione di tale strumento ha diviso l'opinione pubblica, anche tra gli stessi ristoratori che dovranno iniziare a controllare il green pass ai propri clienti: “Io sono favorevole perchè è uno strumento in più che ci permetterà di lavorare con tranquillità - afferma Adriano del ristorante "Le Grotte del Principe" - Per come è articolato obbligherà i ristoratori a far entrare solo persone vaccinate. Per i dehors non sarà obbligatorio esibirlo. Per ciò che mi riguarda è uno strumento in più per lavorare, è ben accolto. Io sono pro vaccini.”

Tanti non la vedono così... “Io non vado in contrasto con quello che dicono i miei colleghi, ognuno ha la propria visione e la propria attività. Per quello che riguarda la mia visione personale, per la mia esperienza, sono ben contento. Sono meno contento quanto mi si impongono chiusure, quella è una restrizione aberrante. Per me il green pass e il vaccino sono una soluzione e sono ben contento di adottare questo tipo di misura.”

Dovrà controllare i green pass: “Io controllerò i green pass da ristoratore con il sorriso sulle labbra come una persona molto umile che chiederà alle persone di mostrare ciò che impone la legge. Dovrò avere molto umiltà. Chiedere un green pass non è chiedere un documento di identità. Una volta se volevi lavorare nell'ambito della ristorazuione dovevi avere il libretto sanitario, un certificato della Asl che poteva abilitarti a lavorare nel settore. Nessuno si è mai lamentato."