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Genova, boom di rinunce degli scrutatori: l'appello del Comune su Facebook

di Redazione

Troppa la paura del coronavirus, chi rifiuta l'incarico senza giustificato motivo per legge è punito con una multa da 309 a 516 euro

A causa delle molte rinunce dell'ultimo minuto, probabilmente a causa dei timori legati al Covid, il Comune di Genova ha lanciato una call attraverso i social network (Facebook) per trovare scrutatori e presidenti di seggio in vista del voto. A oggi il Comune ha contato 855 rinunce rispetto al numero totale di 2.644 scrutatori.

Da Tursi spiegano che gli scrutatori mancanti non hanno mai ritirato la nomina. Il problema non riguarda i seggi mobili Covid ma parte dei 653 standard e il voto non è a rischio. Se non si dovessero trovare scrutatori e presidenti la soluzione per il Comune sarebbe quella di assumere degli interinali per coprire determinati servizi e spostare così alcuni impiegati comunali sui seggi. La situazione non è ancora definita e la direzione dei servizi elettorali è al lavoro per completare i seggi.

Molte rinunce sono legate alla particolare situazione Covid, che impone ad esempio l'uso della mascherina all'interno dei seggi, l'utilizzo costante di igienizzanti e il contatto con il pubblico, un impegno per cui non sono state previste maggiorazioni della retribuzione. Scrutatori e presidenti iscritti alle liste e nominati dal Comune sono obbligati a presentarsi ai seggi. Chi rifiuta l'incarico senza giustificato motivo per legge è punito con una multa da 309 a 516 euro. La 'paura del Covid' non rientra tra i giustificati motivi: è sufficiente, per evitare la multa, presentare un'autocertificazione per problemi familiari o di lavoro.