Genova, avvocati sul piede di guerra: "Facciamo ripartire la giustizia"
di Marco Innocenti
Uniformare i protocolli di sicurezza, adeguamento degli strumenti informatici e copertura delle piante organiche: le richieste delle toghe italiane
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Avvocati sul piede di guerra, a Genova come in tutti gli altri distretti d'Italia. Il motivo del contendere è la mancata emanazione da parte del ministro Bonafede di un provvedimento che possa sbloccare la situazione di black out nel quale la giustizia italiana è piombata con l'esplosione dell'emergenza coronavirus. Tribunali chiusi, udienze rinviate a data da destinarsi e procedimenti che di fatto sono piombati in un buco nero normativo.
L'ultimo incontro fra gli avvocati e il ministro Bonafede doveva portare a uno sblocco ma così non è stato e anzi – denunciano gli avvocati – le misure emergenziali al momento sarebbero rinnovate e confermate fino al 31 dicembre 2021. Una situazione insostenibile per una giustizia che, già prima del coronavirus, manifestava gravi ritardi e lacune. Con enormi danni per cittadini e imprese, oltre che per gli avvocati stessi.
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