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Genova, arrestati i due ragazzi che rapinarono il giovane ipovedente sul bus

di Redazione

Simone fu derubato dell'iPhone, il suo bastone fu gettato via. "Quel telefono erano i miei occhi", aveva dichiarato a Telenord

Era il 24 aprile quando Simone, un giovane di 25 anni ipovendente genovese fu derubato del suo cellulare, strumento fondamentale per muoversi in autonomia. La denuncia arrivò per prima proprio davanti alle telecamere di Telenord con il racconto del ragazzo, le parole della mamma, ma soprattutto la grande solidarietà nei suoi confronti dimostrata da tanti che hanno scritto e telefonato anche alla redazione di Telenord per aiutarlo. 

Oggi la notizia: i carabinieri della Compagnia di Genova Sampierdarena hanno arrestato i due autori della rapina. Sono un ragazzo di 19 anni di origini ecuadoriane e uno di 22 anni di origini rumene. I due avevano avevano puntato la vittima a bordo di un bus. Quando il ragazzo è sceso vicino casa, in via San Bartolomeo del Fossato a Sampierdarena, lo hanno aggredito alle spalle portandogli via l'iPhone con le app per non vedenti e il portafoglio con 50 euro, buttando lontano il bastone usato per camminare. 
Era partita una gara di solidarietà e gli autisti dell'Amt avevano fatto una colletta per ricomprarglielo. I militari hanno rintracciato i due rapinatori grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza. 

"Ho l'iPhone non perché è alla moda ma perché è l'unico cellulare in grado di supportare le speciali app che mi permettono di orientarmi e quasi di vedere. Quel telefono erano i miei occhi...", aveva dichiarato a Telenord nell'intervista di Michele Varì. Simone era rimasto senza vista cinque anni fa in seguito ad una malattia.

I due colpevoli, già pregiudicati, sono stati rintracciati dai Carabinieri anche grazie alle indicazioni fornite dallo stesso Simone, oltre alla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Il GIP, su richiesta del Pubblico Ministero ha disposto per i due ragazzi la custodia cautelare in carcere, poiché "soggetti responsabili di un fatto molto grave commesso in piena emergenza sanitaria ed entrambi inclini a commettere altri reati della stessa indole".