Ragazzo non vedente rapinato, gara di solidarietà per aiutarlo

di Redazione

La famiglia ringrazia tutti: il telefonino acquistato anche grazie agli autisti Amt

Ragazzo non vedente rapinato, gara di solidarietà per aiutarlo

Da una brutta storia di cronaca nera è nata un bellissimo racconto di affetto e solidarietà. 


La vicenda di Simone, il ragazzo genovese non vedente aggredito e rapinato di un iPhone con le app che gli sono necessarie per muoversi, ha scosso i liguri e non solo: la notizia diventata virale grazie ai social è rimbalzata in ogni luogo e anche in altre regioni.

Molti cittadini attraverso Fb si sono messi in contato con il cronista che ha raccontato la vicenda affermando di essere disponibile a mettere mano al portafoglio per pagare di tasca propria il cellulare al ragazzo, che, come ha raccontato lui, senza quelle speciali app non è più indipedente. 


Ma c'è di più: alcuni utenti dei social, ma anche associazioni, si sono dette disponbili a contribuire a pagare il costoso viaggio della speranza che si spera prima o poi il ventenne dovrà affrontare sino agli Stati Uniti per sottoporsi ad un intervento chirurgico che potrebbe restituirgli la vista.


 Un sogno, chissà, forse destinato a realizzarsi. Ma su questo la famiglia chiede la privacy e il silenzio. Almeno per ora, se in futuro ci saranno le condizioni per volare negli States, i genitori si sono detti disponibili ad informare Telenord e lanciare un'eventuale sottoscrizione affinchè chi lo desidera possa donare un contributo.


Il ragazzo è diventato non vedente cinque anni fa a causa di una complicazione di una patologia che gli ha leso il nervo ottico. Il suo sogno è tornare a vedere, incontrare Valentino Rossi e guidare ancora una moto.


I genitori oggi hanno voluto pubblicamente ringraziare in tanti cittadini che hanno manifestato la loro solidarietà al figlio, svelando poi che il telefonino è già stato acquistato anche grazie ad una colletta dei dipendenti Amt, soprattutto gli autisti, che Simone considera come grandi amici, "sono loro che mi guidano e aiutano quando prendo i bus".

La proposta più importante ed insolita arriva da Roma dove a tendere una mano al ragazzo è stata un'associazione che da anni cerca una persona da aiutare con le caratteristiche di Simone: una onlus nata dal lascito di un non vedente. Obiettivo: pagare le spese necessarie a un cieco per sottoporsi ad un intervento chirurgico che possa regalargli il dono della vista. 


Insomma Simone è stato travolto da un mare di solidarietà, anche a Sampierdarena e nella zona di via San Bartolomeo del Fossato, dove tutti lo conoscono e lo amano tutti per la grande forza con cui ha reagito alla drammatica sventura che gli è capitata. 


Di pari passo con la solidarietà, ovviamente, sui social si è scatenata una valanga di rabbia e di odio verso gli aggressori che hanno rapinato il ragazzo: gli autori della rapina, forse due, forse sudamericani, sono ricercati dai carabinieri della compagnia di Sampierdarena. 


Le indagini non sono facili, ma fatali ai due potrebbero risultate le immagini delle telecamere sui bus Amt, dove Simone è stato preso di mira e da dove è stato seguito, e lungo le strade teatro della vile aggressione.

(nella foto Simone con la mamma)