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G20 Infrastrutture, Cingolani: "Entro il 2030 niente carbone e niente gas"

di Marco Garibaldi

Il ministro per la transizione ecologica a Genova in occasione dell'evento che vede le grandi potenze mondiali confrontarsi sui temi di investimenti e nuove infrastrutture

Si sta svolgendo presso il Centro Congressi dei Magazzini del Cotone, al Porto Antico, la conferenza G20 High-Level Conference on Local Infrastructure Investment.

L'evento, che proseguirà fino al 29 settembre, vede le grandi potenze mondiali confrontarsi sui temi di investimenti e nuove infrastrutture. Un argomento di grande attualità anche per Genova e la Liguria che nei prossimi anni dovranno dare slancio al territorio con investimenti significativi.

I padroni di casa, Marco Bucci e Giovanni Toti, hanno aperto la conferenza con i saluti ai presenti:

"Benvenuti a Genova e grazie per essere qui - ha commentato Toti - Saluto i ministri e il governo che hanno scelto una città simbolica, che ha visto crollare il Ponte Morandi e lo ha ricostruito in due anni. Abbiamo dimostrato la fragilità del sistema delle infrastrutture, ma abbiamo anche reagito in fretta. Ci sono molte criticità e temi da affrontare: porti verdi, ferrovie al posto della gomma: non dobbiamo viverlo come qualcosa di antitetico, ma dobbiamo affrontare con ispirazione queste nuove attività e sfide".

La conferenza è caratterizzata dalla presenza di alti rappresentanti del Governo italiano, tra i quali Daniele Franco, ministro dell'Economia e delle Finanze, Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (in modalità virtuale) e Roberto Cingolani, ministro per la Transizione Ecologica.

!Sono lieto di essere qui - ha commentato Cingolani - Gioco in casa perché sono diversi anni che vivo qui a Genova. Come ministro della transizione ecologica penso che infrastrutture e sostenibilità siano un lascito fondamentale, quindi dobbiamo lavorare sodo perché in futuro restino a lungo. Ecco cosa stiamo facendo. Dobbiamo cambiare produzione energetica: entro 2030 niente carbone, niente gas. Gli accordi Parigi restano il principale obiettivo, bisogna passare a una maggioranza di elettricità da fonti rinnovabili, sarebbe già un enorme cambiamento con enormi effetti su tutto.

Secondo capo la mobilità, dobbiamo cambiare modo di muoversi. Al momento va abbattuto il 25% dell'inquinamento. Entro il 2050 dobbiamo arrivare allo zero. Quindi vetture elettriche, ma anche una rete smart che possa operare con fonti rinnovabili.

Poi i porti verdi: siamo a Genova e il concetto è importante. Si può rendere sostenibile un porto, soprattutto grande. Abbiamo un bando per raccogliere spunti e idee in tal senso. Serve investire sull'idrogeno, ma sono processi complicati che portano a un cambiamento totale. Economia circolare: capitolo importante delle infrastrutture ecologiche, nel prossimo decennio dobbiamo arrivare al 65% di rifiuti riciclati. Almeno l'80% quindi va differenziato per bene, quindi servono infrastrutture che ci aiutino a fare bene questo lavoro. E poi l'ambiente: mari, oceani, foreste sono a rischio, c'è troppa produzione di CO2, la natura non riesce a sostenere questi ritmi. Dobbiamo investire la tendenza, anche se serve un immane sforzo. Questo evento ci permette di ragionare davvero sul futuro delle infrastrutture per permettere al mondo di essere più sostenibile".