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Fiorentina, Prandelli si dimette: Iachini verso il ritorno

di Alessandro Bacci

Ore difficili per i viola, prossimi avversari del Genoa dopo la sosta per le nazionali

Sono ore difficili in casa Fiorentina. Il tecnico Cesare Prandelli è pronto alle dimissioni: la voce dell'addio alla panchina viole dell'ex ct della nazionale ha cominciato a farsi insistente in città. Prandelli, che dopo la sconfitta casalinga di domenica scorsa contro il Milan aveva deciso anche di non parlare al termine dell'incontro, sin dal suo ritorno alla società viola ha vissuto questa esperienza in maniera particolare, perché da sempre molto legato ai colori della squadra e a Firenze, ma sempre con il futuro incerto sulla panchina viola.

Nelle prossime è atteso l'annuncio ufficiale da parte del tecnico e poi anche quello della Fiorentina. Se matureranno definitivamente le dimissioni e non ci saranno ripensamenti, è probabile che sulla panchina del club gigliato i dirigenti richiamino Beppe Iachini, che era stato proprio sostituito da Cesare Prandelli. 

Occhi puntati anche in casa viola da parte del Genoa. Al ritorno dalla sosta per le nazionali le due squadre si affronteranno in cerca di importanti punti in chiave salvezza.

Con una toccante lettera Cesare Prandelli ha voluto spiegare le ragioni dietro la sua scelta di rassegnare le dimissioni e lasciare la Fiorentina:

È la seconda volta che lascio la Fiorentina. La prima per volere di altri, oggi per una mia decisione. Nella vita di ciascuno, oltre che alle cose belle, si accumulano scorie, veleni che talvolta ti presentano il conto tutto assieme.

In questo momento della mia vita mi trovo in un assurdo disagio che non mi permette di essere ciò che sono. Ho intrapreso questa nuova esperienza con gioia e amore, trascinato anche dall’entusiasmo della nuova proprietà. Ed è probabilmente il troppo amore per la città, per il ricordo dei bei moneti di sport che ci ho vissuto che sono stato cieco davanti ai primi segnali che qualcosa non andava, qualcosa non era esattamente al suo posto dentro di me.

La mia decisione è dettata dalla responsabilità enorme che prima di tutto ho per i calciatori e per la società, ma non ultimo per il rispetto che devo ai tifosi della Fiorentina.

Chi va in campo a questo livello, ha senza dubbio un talento specifico, chi ha talento è sensibile e mai vorrei che il mio disagio fosse percepito e condizionasse le prestazioni della squadra. 

In questi mesi è cresciuta dentro di me un’ombra che ha cambiato anche il mio modo di vedere le cose. Sono venuto qui per dare il 100%, ma appena ho avuto la sensazione che questo non fosse più possibile, per il bene di tutti ho deciso questo mio passo indietro.

Ringrazio Rocco Commisso e tutta la sua meravigliosa famiglia, Joe Barone e Daniele Pradè, sempre vicini a me e alla squadra, ma soprattutto ringrazio Firenze che so che sarà capace di capire.

Sono consapevole che la mia carriera di allenatore possa finire qui, ma non ho rimpianti e non voglio averne. Probabilmente questo mondo di cui ho fatto parte per tutta la mia vita, non fa più per me e non mi ci riconosco più. Sicuramente sarò cambiato io e il mondo va più veloce di quanto pensassi. Per questo credo che adesso sia arrivato il momento di non farmi più trascinare da questa velocità e di fermarmi per ritrovare chi veramente sono. 

Cesare Prandelli