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Emergenza autostrade in Liguria, la lettera di Toti: "Ecco la verità"

di Redazione

Il punto del governatore sulla grave situazione per la viabilità

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha scelto la sua pagina Facebook per fare il punto sulla grave situazione delle autostrade liguri (nella foto la coda chilometrica di ieri tra la A10 e la A26).

"Buongiorno e buona domenica. Cerchiamo di spiegare cosa è successo e cosa sta succedendo sulle autostrade della Liguria, nella speranza che gli interventi di queste ore possano mitigare i disagi. Dal crollo del Ponte Morandi è in corso una vera e propria guerra tra Governo, unico e solo ad avere competenza sulle reti autostradali, e la Società Autostrade. Una guerra che dura da un anno e mezzo e lungi dal portare alcun risultato (come si vede le concessioni sono ancora lì e i partiti della maggioranza litigano ogni giorno sul da farsi) ha portato fino ad ora a un solo risultato: il Governo stesso non controlla e non coordina più in alcun modo ciò che avviene sulle strade a pagamento gestite dai privati. Più volte abbiamo chiesto un tavolo ai vari Ministri delle infrastrutture e non abbiamo ottenuto, non dico una risposta positiva, ma neppure una risposta.In questa totale confusione, la Regione, pur non avendo alcun potere in merito purtroppo, ha cercato nei mesi scorsi di coordinare quanto accadeva sulle autostrade liguri, usando il solo potere del buon senso e della persuasione".

Toti continua: "La scorsa estate, lo ripeto, senza averne titolo, ci siamo tuttavia impegnati convocando le Concessionarie e abbiamo ottenuto la rimozione dei cantieri nei giorni più caldi dell’esodo estivo. Un compito che non sarebbe spettato a noi, ma nella totale assenza di dialogo tra Governo e Autostrade abbiamo fatto quel che potevamo per evitare la paralisi. Cosa è successo in queste festività? Semplice: ai cantieri causati dalle molte frane che hanno colpito la nostra regione (cantieri non eliminabili per ragioni di sicurezza) si sono aggiunti cantieri del tutto inaspettati. La Procura della Repubblica di Genova infatti, attraverso i propri periti, ha rilevato e informato Società Autostrade di una serie di possibili anomalie sulle barriere fonoassorbenti al bordo della carreggiata. Anomalie che necessitavano controlli e interventi, da fare entro la fine delle ferie natalizie.Nessuno ha comunicato tutto ciò alla Regione: la Procura non era tenuta a farlo, dal momento che la Regione non ha appunto competenze sulla rete autostradale; il Ministero delle Infrastrutture, che condivide anche alcuni periti con la Procura, era certamente a conoscenza di questi controlli e interventi, ma evidentemente ha ritenuto di non coinvolgere nelle informazioni né la Regione, né il Comune di Genova, sul cui territorio insistono la maggior parte dei nuovi cantieri. Non appena saputo tutto questo, ci siamo mossi, sempre senza specifiche competenze, senza dunque poter ordinare alcunché, convocando Società Autostrade e chiedendo di intervenire al più presto per ridurre il danno".

Domani il numero uno di Autostrade Roberto Tomasi sarà a Genova. "Abbiamo ottenuto la gratuità di alcuni tratti, l’apertura di alcune corsie e lo spostamento di diversi cantieri nelle ore notturne. Un rimedio limitato che speriamo possa portare qualche beneficio. Domani incontreremo di nuovo la Concessionaria sperando di poter ottenere nuovi benefici, sia in termini di gratuità, sia di sollievo per la circolazione. Dal Governo, per ora, neppure una telefonata per sapere come va. La verità è che nella guerra tra Governo e Società Autostrade, che dopo tante promesse, per ora, non ha portato a nulla, la vera vittima è la Liguria. Invece di fare giustizia per le 43 vite perse nel crollo del Morandi, nell’inconcludenza dei vuoti proclami sta rimanendo schiacciata una regione, proprio quella che ha sofferto per la tragedia del ponte! Una beffa drammatica. Ora, questo è quanto sta accadendo. Il Governo decida ciò che ritiene, ritiri la concessione, non la ritiri, faccia ciò che crede, ma torni a fare il Governo. Convochi subito tutte le parti, metta in piedi un piano di emergenza, informi le istituzioni locali e si assuma le proprie responsabilità verso i cittadini. Basta proclami, ma azioni concrete."