Delitto Cella, la sorella Daniela: "Il killer ha sulla coscienza anche mio padre"
di Matteo Angeli
"Sono 25 anni che aspettiamo, sono certa che qualcuno a Chiavari sappia molto di più di quello che ha detto: fatevi avanti. Quanti errori nelle indagini"
Delitto Cella. Daniela, la sorella di Nada, non riesce a darsi pace. La donna continua a farsi della domande, a chiedersi perchè durante le indagini sono stati commessi tanti errori e perchè la gente di Chiavari non abbia mai collaborato.
"Sono 25 anni che aspettiamo – ha detto durante il programma "Chi l'ha visto?" – sono certa che qualcuno a Chiavari sappia molto di più di quello che ha detto: fatevi avanti. C'è una famiglia che vuole giustizia e che ha sofferto abbastanza. Lo pretende anche mio padre, altra vittima di quanto accaduto quel giorno in via Marsala".
Già perchè il 30 luglio 1999, all’età di 61 anni, Bruno Cella rimase vittima di un incidente d’auto nei pressi del cimitero di Rezzoaglio, dove riposa la figlia Nada. L’auto uscì di strada in una curva e finì in una scarpata rotolando per dieci metri. Bruno Cella morì sul colpo.
Daniela Cella prova insomma a scuotere gli abitanti di Chiavari e dintorni che fino ad oggi non hanno collaborato abbastanza. Ad oggi c'è una donna indagata per omicidio, la stessa donna che alcuni testimoni avevano visto scappare quel giorno di maggio ma che dopo essere entrata nelle indagini ne e era subito uscita nonostante qualche indizio pesante nei suoi confronti.
"Voglio chiarezza e che qualcuno ci dica perchè sono state fatti errori" ha concluso la sorell di Nada Cella.
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