Crisi di governo, Draghi ai partiti: "Siete pronti al nuovo patto?"
di Redazione
Il consenso più ampio possibile del Parlamento serve a maggior ragione per un "presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori"
È iniziato con qualche minuto di ritardo il discorso del premier Mario Draghi al Senato. Un discorso che è durato 32 minuti e che ha messo in risalto il ruolo che hanno avuto i cittadini italiani. "Siamo qui perché lo hanno chiesto gli italiani. Partiti siete pronti a ricostruire questo patto?", le prime parole del presidente del Consiglio. Sottolinea il fuori dei partiti politici quando "hanno lavorato nell'interesse del Paese", ma dall'altra parte "pone paletti chiari" perché si possa proseguire con il governo di "unità nazionale" che fin qui ha garantito "la legittimità democratica" dell'esecutivo e la sua "efficacia". Il consenso più ampio possibile del Parlamento, osserva il premier, serve a maggior ragione per un "presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori". L'unica strada per andare avanti, ha sottineato Draghi con forza, "è ricostruire daccapo questo patto, con coraggio, altruismo, credibilità".
Mario Draghi quindi non scongiura la crisi di governo e la caduta del suo esecutivo ma aspetta di capire come si comporteranno i partiti, soprattutto Lega e Mov5s, che tra l'altro non si sono uniti all'applauso che ha segnato la fine del discorso in Aula. Il premier apre all'autonomia, alla riforma delle pensioni, ai miglioramenti del reddito di cittadinanza, al mantenere fermi gli obiettivi di transizione energetica, alla risoluzione delle criticità sul Superbonus. Che però, insieme agli altri sconti edilizi, va reso "meno generoso". Draghi ha poi incalzato i partiti, "non si può chiedere la sicurezza energetica per gli italiani e al tempo stesso protestare contro i rigassificatori". Non si possono sostenere le riforme e poi dare la sponda alla piazza, come nel caso dei taxi. Bisogna continuare ad armare l'Ucraina perché resta l'unico modo "per aiutare gli ucraini a difendersi". Si attendono atteso i discorsi e le intenzioni di voto dei partiti.
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