Coronavirus, torna da Singapore con febbre e tosse: rischia segnalazione

di Michele Varì

Non ha comunicato i sintomi quando è salito in aereo. In serata il responso: negativo

Coronavirus, torna da Singapore con febbre e tosse: rischia segnalazione

Per paura di essere messo in quarantena all'estero è volato da Singapore a Parigi e poi sino a Genova senza dire che era venuto a contatto con malati affetti dal coranavirus e che aveva febbre e tosse.

Un trasfertista genovese di 39 anni sbarcato ieri al Cristoforo Colombo con la febbre ha svelato tutto alle autorità sanitarie solo quando ha toccato il suolo di Genova: preso subito in carico dai volontari e medici dell'aeroporto grazie all'intervento della polizia di frontiera è stato, dopo lunghe trattative, trasferito all'ospedale San Martino per essere sottoposto agli esami.  Esami, come ha poi svelato in serata l'assessore regionale alla Sanita Sonia Viale, risultati negativi.
L'irresponsabile silenzio del potenziale contagiato ha fatto scattare una serie di controlli sui passeggeri che erano sul suo aereo arrivato da Parigi, anche se qualcuno era già sbarcato e sparito. Nessuno dei viaggiatori presentava febbre o altri sintomi.
Oggi è trapelata la notizia che è stato sottoposto ad un tampone, novità accolta con soddisfazione dalla moglie con tanto di post su Fb. Il responso del test è arrivato in serata: negativo.
Il trasfertista ora potrebbe incorrere in alcuni guai: la polizia di frontiera infatti potrebbe segnalarlo per avere omesso di svelare ai controlli sanitari negli aeroporti di Singapore e di Parigi le sue reali condizioni cliniche, il suo stato febbrile, la tosse e di essere stato a contatto con un malato contagiato dal coronavirus. 
Non solo: i poliziotti della Polaria segnaleranno alle autorità comunitarie ed internazionali il fatto che nè all'aeroporto di Parigi nè a quello di Singapore nessuno si è accorto che un passeggero si stava imbarcando pur avendo uno stato febbrile. Evidentemente due falle nella rete dei monitoraggi.

Il trasfertista appena giunto a Genova aveva dichiarato di avere la febbre, tosse, aggiungendo poi che aveva lavorato a bordo di una nave dove era venuto a contatto con un collega di Singapore contagiato dal virus. Per questo l'uomo aveva chiesto di essere trasferito al pronto soccorso del San Martino per essere sottoposto ai test con i tamponi.

In un primo momento però i medici avevano predisposto per il trasfertista una quarantena volontaria nel suo domicilio: "Lei vada a casa e dica ai suoi familiari di uscirne", gli sarebbe stato riferito.

Solo dopo l'insistenza dell'uomo era intervento un funzionario della polizia di frontiera, che adottatando tutte le precauzioni previste dal protocollo di prevenzione, lo aveva ascoltato riuscendo ad indurre i medici a dirottarlo non a casa ma all'ospedale San Martino.

Al policlinico il giorno dopo, oggi primo marzo, il trentanovenne è stato sottoposto all'esame del tampone che, fortunamente per l'uomo e per tutti i viaggiatori dei due aerei su cui aveva viaggiato per tornare a Genova, risultato negativo.