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Certosa, si è acceso l'albero dedicato alle 43 vittime del Morandi

di Redazione

È stato illuminato con 43 palline natalizie bianche. La più alta, simbolicamente, dedicata al piccolo Samuele

È stato acceso in piazzale Emiliano Guerra a Certosa l'albero di Natale dedicato alle 43 vittime del Ponte Morandi. È stato donato da un privato in collaborazione con il Comune di Ruffrè Mendola (Trento) e il Corpo Vigili Del Fuoco di Ruffrè Mendola (Trento). L’albero è illuminato e decorato con 43 palline natalizie bianche, in ricordo delle persone scomparse. La pallina più in alto, simbolicamente, è dedicata al piccolo Samuele, morto nel crollo con la sua famiglia a soli 8 anni. Dopo l'accensione dell'albero, sono stati liberati in cielo 43 palloncini bianchi illuminati con un Led al loro interno, mentre un applauso accompagnava il loro volo, da parte di residenti, autorità, parenti delle vittime presenti all'accensione. Alla cerimonia era presente anche il governatore della Liguria Giovanni Toti.

“In un momento come questo aver voluto qui le Istituzioni è un gesto di grande cortesia, rispetto a uno Stato che vi ha tolto tanto. Il fatto che ci sia ancora un po’ di fiducia nelle Istituzioni: il Municipio, la presidenza della Regione e altri è segno di fiducia di cui vi sono grato. Credo che questo albero in qualche modo debba essere interpretato come il momento di fiducia massima della nostra civiltà e sia anche il modo migliore per ricordare chi non c’è più. Allo stesso modo in cui Cristo è venuto in terra per stringere un nuovo patto con tutti noi”. Queste le parole del presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel corso della cerimonia di accensione.
“Questo albero di abete che è anche il simbolo laico del Natale – ha detto Toti – con il suo essere sempre verde rappresenta la vita che continua, sia nelle stagioni brutte che nelle stagioni belle. Questo mi sembra sia il modo migliore per ricordare quelle 43 persone che oggi non ci sono più. Così come le luci che tra poco si accenderanno rappresentano la speranza nel futuro e credo che anche questo sia quello che dobbiamo fare per ricordare che alla fine, nella vita, una luce si accende sempre. Lo dobbiamo a chi oggi non c’è più e sono certo che anche i vostri cari scomparsi vorrebbero che voi possiate continuare a vivere e a lottare per le vostre famiglie e per la giustizia”.