Tutti gli aspetti positivi del “green pass”

di Paolo Lingua

Tutti gli aspetti positivi del “green pass”

Da venerdì decolla in tutta Italia la disciplina del “green pass” un lasciapassare obbligatorio per accedere, al chiuso, a bar, ristoranti, palestre, cinema, musei e concerti. Ottenerlo, sia cartaceo, sia sul cellulare, è semplice. Tanto è vero che una larghissima percentuale di cittadini ne è già in possesso. Basta avere effettuato una vaccinazione, o, ancor meglio, la seconda. Lo si può avere on line, o più semplicemente  nelle farmacie autorizzate.  Basta averlo con sé per recarsi nei punti di riferimento dove è richiesto. Il “green pass” è utile e necessario perché è un ulteriore strumento per contenere la diffusione delle infezioni. Offre un alto margine di sicurezza per tutti i cittadini che puntano a godere dei permessi e e dei passaggi ammessi per tornare alla vita normale. E’ un provvedimento che è non solo di garanzia per i luoghi dove si sceglie di andare, ma anche per se stessi. E’ comunque importante che anche il personale  che opera nei luoghi di accoglienza sia vaccinato. Quello che si chiede agli operatori sanitari e ai medici vale anche per il personale di alberghi, ristoranti, strutture turistiche sportive. Occorrerà un’azione diretta e severa: non è pensabile di esigere il “green pass” alla clientela e non pretenderlo da chi dovrebbe svolgere un ruolo di servizio. In linea di massima chi dovrà controllare la documentazione appare favorevole all’istituzione, anche perché di fatto, in un momento in cui è in  corso una ripresa della diffusione del virus, anche per via delle vacanze estive , è importante e determinante eliminare e ridimensionare tutti i possibili rischi.

Il “green pass”, come è diffuso dai media, può essere ottenuto anche con il tampone e dopo una sola vaccinazione, ovviamente con un durata più limitata nel tempo, rispetto ai nove mesi previsti per chi ha ottenuto la doppia vaccinazione. Il documento di autocertificazione è importante e3 viene ormai previsto anche in molti altri Paesi europei, in modo da allargare tutti i margini di sicurezza. Tra l’altro, come si è già annunciato nei giorni scorsi, è uno strumento che sta accentuando l’indice di vaccinazione, perché lo stanno accettando, come uno strumento necessario e inderogabile, anche molti incerti o indecisi. In parole povere, sta accelerando la corsa alla vaccinazione che, poi, alla fin dei conti, è lo strumento-chiave per contenere la diffusione del virus e l’incremento dei contagi. Se alla fine di settembre si vuole arrivare alla cosiddetta “immunità di gregge” non resta che affrettarsi alla vaccinazione. In questo contesto è certamente corretta l’azione, a livello pubblico e istituzionale, si sospendere e trasferire il personale sanitario di ospedali e Rsa che rifiuta il vaccino. Sono soggetti che non possono entrare a contatto con i cittadini e non è possibile assumere responsabilità in questi casi.

Non è chiaro invece quanto continuerà la polemiche tra il governo e il “no vax”, che è sostenuto, sia pure con sfumature differenti, da movimenti e partiti come la Lega e Fratelli d’Italia. La sensazione diffusa è che i partiti della destra, in vista delle elezioni amministrative, punto a recuperare i suffragi  dei gruppi dissidenti e di opposizione fine a se stessa, considerato che, per dubbi di ordine costituzionale non sia consigliabile imporre obblighi per legge, ma solo provvedimenti amministrativi e gestionali. Per la verità le manifestazioni contro l’obbligo dei vaccini e l’introduzione del “green pass” stanno dimostrando il calo di consensi e la diminuzione delle presenze in piazza. Ma tutti i dubbi sulla loro consistenza numerica nell’opinione pubblica restano. Ma per la verità sembra più una scommessa elettorale che altro. Ma per Fratelli d’Italia, che è all’opposizione a 360 gradi, appare più comprensibile. La Lega, anche al proprio interno, oscilla. Ma anche questo è un fenomeno tutto italiano.