Transizione energetica, CNI: "L’ingegneria è la chiave per trasformare ecosostenibilità in competitività"

di R.C.

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L’Italia dispone di competenze professionali, capacità industriali e un patrimonio scientifico in grado di sostenerne il ruolo nella nuova economia dell’energia

Transizione energetica, CNI: "L’ingegneria è la chiave per trasformare ecosostenibilità in competitività"

La nuova fase della transizione energetica non sarà definita soltanto dalle tecnologie disponibili, ma dalla capacità di integrarle in un sistema efficiente, sicuro e competitivo. È questo il messaggio dell’ingegner Alberto Romagnoli, consigliere nazionale del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), che sottolinea il ruolo strategico dell’ingegneria nella costruzione del nuovo modello energetico.

Dopo le stagioni segnate da decarbonizzazione, innovazione e resilienza, oggi la parola chiave è "integrazione". Le fonti rinnovabili hanno raggiunto un livello di maturità elevato, l’elettrificazione dei consumi accelera, i sistemi di accumulo si evolvono e l’intelligenza artificiale entra nella gestione delle reti. La sfida, secondo Romagnoli, è mettere insieme queste soluzioni per trasformarle in un vantaggio competitivo per il Paese.

Le principali direttrici della transizione — dall’elettrificazione europea alla riforma dell’ETS, dall’eolico offshore alla mobilità elettrica, dalla Direttiva Case Green alle nuove tecnologie per batterie, fotovoltaico ed efficienza energetica — fanno parte di un’unica strategia che richiede una visione complessiva.

A rendere ancora più complesso lo scenario sono le tensioni geopolitiche, l’instabilità dei mercati energetici e l’aumento degli eventi climatici estremi. Sicurezza energetica, autonomia tecnologica e sostenibilità sono diventati elementi strettamente collegati: investire nelle rinnovabili significa quindi rafforzare non solo gli obiettivi ambientali, ma anche la competitività industriale e la sicurezza nazionale.

In questo contesto, il ruolo degli ingegneri va oltre la progettazione di impianti e infrastrutture. Le nuove sfide richiedono competenze capaci di gestire l’interazione tra energia, digitale, ambiente, edilizia, mobilità e industria, combinando innovazione tecnologica, sostenibilità economica, gestione del rischio e tutela del territorio.

Per il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, la transizione energetica deve essere accompagnata da una cultura della progettazione di qualità. Investimenti, norme e innovazioni possono generare valore solo attraverso interventi concreti, realizzabili, sicuri e sostenibili.

L’Italia dispone di competenze professionali, capacità industriali e un patrimonio scientifico in grado di sostenerne il ruolo nella nuova economia dell’energia. Per raggiungere questo obiettivo, secondo il CNI, sarà necessario continuare a investire in ricerca, formazione, semplificazione amministrativa e valorizzazione delle professioni tecniche, considerate un elemento strategico per istituzioni e imprese.

La sostenibilità, conclude Romagnoli, non è quindi soltanto un traguardo ambientale, ma il paradigma attraverso cui costruire innovazione, sviluppo e competitività per il futuro.

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