Termovalorizzatore: Tursi orientata a dare il via libera al coinvolgimento di Amiu
di c.b.
La maggioranza che governa Palazzo Tursi sembra aver trovato una sintesi su uno dei dossier più delicati degli ultimi mesi: il possibile coinvolgimento di Amiu nella realizzazione di un termovalorizzatore in Liguria. Un tema che fino a poco tempo fa appariva divisivo, ma che ora potrebbe tradursi nella partecipazione dell'azienda genovese a una cordata industriale interessata a concorrere al bando promosso dalla Regione, la cui scadenza è fissata per il 30 aprile.
L'orientamento era stato anticipato dall'assessora all'Ambiente Silvia Pericu durante il bilancio del primo anno di attività della giunta guidata da Silvia Salis, precisando però che qualsiasi decisione sarebbe stata condivisa con le forze di maggioranza. Il confronto è effettivamente avvenuto martedì sera, al termine del consiglio comunale, alla presenza della sindaca, dell'assessora, del vicesindaco Alessandro Terrile e dei rappresentanti politici di Pd, Movimento 5 Stelle, Lista Salis, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Azione.
Dall'incontro è trapelato poco, ma al centro della discussione sarebbe stato illustrato lo studio realizzato dalla società di consulenza Ramboll sul futuro industriale di Amiu. L'analisi avrebbe evidenziato come l'assenza di impianti destinati al trattamento e alla valorizzazione dei rifiuti rischi di aggravare progressivamente la situazione economica dell'azienda. Al contrario, la disponibilità di un impianto di fine ciclo, direttamente controllato o condiviso con altri soggetti industriali, consentirebbe nel lungo periodo di ridurre i costi di smaltimento del rifiuto indifferenziato, con possibili effetti positivi anche sulla Tari, oggi tra le più elevate a livello nazionale.
La questione è destinata a sbarcare presto anche in aula. Il centrodestra, infatti, si prepara a presentare una mozione sul tema del termovalorizzatore e il centrosinistra vuole arrivare al dibattito con una posizione il più possibile condivisa. Un passaggio tutt'altro che semplice, considerando le profonde differenze di vedute presenti all'interno della coalizione.
Le maggiori resistenze arrivano dalle forze più sensibili alle tematiche ambientali, in particolare Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, da sempre contrarie all'utilizzo dei termovalorizzatori, ritenuti incompatibili con politiche orientate all'aumento della raccolta differenziata e alla riduzione dei rifiuti. A complicare ulteriormente il quadro c'è il fatto che il centrosinistra regionale, Pd compreso, continua a contestare l'impostazione scelta dalla giunta guidata da Marco Bucci, che attraverso il bando gestito da Arlir consente la candidatura di operatori privati senza subordinare preventivamente il progetto al consenso dei territori interessati.
Per questo motivo il documento che la maggioranza porterà in consiglio comunale dovrà trovare un equilibrio delicato. Da un lato non potrà ostacolare la scelta di Amiu di valutare un proprio impianto; dall'altro dovrà tenere conto delle riserve espresse dalle componenti più ambientaliste della coalizione, che durante il vertice hanno ribadito dubbi sia sulla tecnologia del termovalorizzatore sia sulla coerenza politica rispetto alle posizioni sostenute in Regione.
Secondo quanto emerso dallo studio tecnico, inoltre, sarebbe stata esclusa l'ipotesi di realizzare l'impianto a Scarpino, l'unica area genovese inizialmente presa in considerazione. L'attenzione si sposterebbe quindi verso il savonese e la Val Bormida, territori dove la prospettiva di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti ha già incontrato una forte opposizione da parte delle amministrazioni locali.
Il dossier resta dunque una sfida politica complessa per il centrosinistra genovese. A Palazzo Tursi, tuttavia, si sottolinea come anche all'interno della stessa maggioranza regionale non manchino perplessità sulla possibilità di procedere senza il consenso delle comunità coinvolte. L'obiettivo di Comune e Amiu sarebbe quindi quello di partecipare alla procedura regionale, valutando concretamente le opportunità offerte dal bando e mantenendo aperta la possibilità di entrare in un partenariato industriale per la realizzazione dell'impianto.
Resta però aperto anche uno scenario alternativo. Qualora il percorso avviato dalla Regione non dovesse concretizzarsi, la Liguria potrebbe continuare a fare affidamento sugli accordi già in essere con altre regioni per lo smaltimento dei rifiuti, accompagnando questa strategia con un aumento delle quote di raccolta differenziata e di trattamento sul territorio regionale, nel tentativo di contenere i costi che oggi gravano sul sistema.
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