Sicurezza, presidio Lega davanti alla Prefettura: "Genova in ostaggio". Bordilli denuncia consigliere Pd

di R.P.

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Ribadita la richiesta di apertura di un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) in Liguria e l'introduzione del taser in dotazione alla Polizia locale

Un presidio davanti alla Prefettura per chiedere più sicurezza in città e denunciare quello che definiscono un deterioramento del confronto democratico in Consiglio comunale. A promuoverlo sono stati oggi i consiglieri comunali della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua, insieme al partito.

Nel corso dell'iniziativa i due esponenti del Carroccio hanno ribadito la richiesta di apertura di un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) in Liguria e l'introduzione del taser in dotazione alla Polizia locale. Contestualmente è stata avviata una raccolta firme a sostegno dell'impiego della pistola a impulsi elettrici da parte degli agenti del Comune.

"Siamo qui perché la Prefettura rappresenta due temi fondamentali: la sicurezza dei cittadini e la tenuta democratica delle istituzioni – hanno dichiarato Bordilli e Bevilacqua –. Continueremo a batterci per l'apertura immediata di un Cpr e per dotare la Polizia locale del taser, uno strumento che riteniamo indispensabile per la tutela del territorio".

I due consiglieri hanno rivolto dure critiche all'amministrazione guidata dalla sindaca Silvia Salis, accusandola di non aver affrontato in modo efficace il tema della sicurezza urbana.

"Da un anno Genova è diventata una città più insicura – sostiene la Lega –. Residenti e commercianti denunciano episodi di degrado, furti e violenza, mentre la giunta è rimasta immobile, limitandosi a scaricare le responsabilità sul Governo". Secondo Bevilacqua, anche sul fronte dei Patti per la Sicurezza e della situazione della Darsena l'amministrazione avrebbe dimostrato ritardi e inefficienze.

Per questo motivo la Lega annuncia la presentazione in Consiglio comunale di un documento a sostegno dei Patti per la Sicurezza, dopo che, secondo i consiglieri, le precedenti mozioni su taser, impiego dell'Esercito e apertura del Cpr non sarebbero state calendarizzate.

Nel corso della conferenza stampa Paola Bordilli ha denunciato “Il declino democratico a Genova ha ormai toccato il fondo, trasformando le istituzioni in un teatro di intolleranza. Siamo arrivati all’assurdità di essere espulsi dall’Aula consiliare solo per aver chiesto legittimi minuti di sospensione. Assistiamo a un degrado senza precedenti della dignità istituzionale, di cui il sindaco Salis è il primo e principale responsabile, forte di un linguaggio e di un atteggiamento totalmente inadeguati per il primo cittadino della sesta città d’Italia, che si è permessa di etichettare i consiglieri del centrodestra come ‘beceri’ e ‘nani’. L’apice di questa deriva – attacca la capogruppo Paola Bordilli – si è registrato quando un collega del Partito Democratico ha rivolto parole brutali solo perché stavo proponendo misure di buon senso a tutela delle donne e della Costituzione. Questo consigliere del PD (Si Mohamed Kaabour, N.d.R.) è arrivato persino a evocare Piazzale Loreto. Di fronte a questa violenza verbale inqualificabile non farò un solo passo indietro: ho dato mandato ai miei legali di procedere formalmente. Se pensano di intimidirci con questi metodi da regime si sbagliano di grosso: continueremo a difendere i genovesi, dentro e fuori dal Consiglio comunale, senza paura.”

"Non faremo passi indietro – ha dichiarato Bordilli –. Continueremo a difendere le nostre idee e i cittadini senza lasciarci intimidire".

Infine, i consiglieri hanno annunciato che a settembre Genova ospiterà un incontro nazionale promosso dalla Lega dal titolo "No Velo, No Bavaglio", al quale prenderanno parte le eurodeputate Anna Maria Cisint, Silvia Sardone e Susanna Ceccardi. L'iniziativa, hanno spiegato gli organizzatori, sarà dedicata ai temi dell'integrazione e del contrasto all'islamismo radicale, che la Lega considera una delle principali sfide per la sicurezza e la tutela dei valori democratici.

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