G8 venticinque anni dopo, SIAP: "La memoria sia completa e obiettiva, la Polizia è cambiata"
di R.S.
Traverso: "La memoria deve servire a comprendere, non a dividere. Solo una memoria completa, equilibrata e obiettiva può rappresentare un insegnamento"
"Ricordare il G8 di Genova è un dovere, ma il racconto di quei giorni deve essere completo, equilibrato e capace di riconoscere anche il percorso di cambiamento compiuto dalla Polizia di Stato". È questo il messaggio lanciato da Roberto Traverso, segretario generale provinciale del SIAP di Genova, in occasione del venticinquesimo anniversario del G8 del 2001.
Secondo Traverso, le giornate del luglio 2001 rappresentano "una delle pagine più dolorose della gestione dell'ordine pubblico nel nostro Paese", una vicenda che è stata oggetto di processi, indagini e commissioni parlamentari, facendo emergere "gravi errori nella gestione della sicurezza e responsabilità che hanno coinvolto diversi livelli istituzionali, non soltanto all'interno dell'Amministrazione della pubblica sicurezza, ma anche sul piano politico".
Il segretario provinciale del sindacato di polizia sottolinea però la necessità di evitare letture parziali della vicenda. "Mi aspettavo che in occasione di questo anniversario trovasse maggiore spazio anche un'altra riflessione. Oggi la maggior parte dei poliziotti che presta servizio a Genova venticinque anni fa era bambina o, in molti casi, non era nemmeno nata. A questi giovani operatori va spiegato cosa è accaduto, ma va anche raccontato il percorso di cambiamento che la Polizia di Stato ha intrapreso in questi venticinque anni".
Traverso ricorda come, dopo il G8, siano stati introdotti importanti cambiamenti nella formazione degli operatori e nella gestione dell'ordine pubblico. Tra questi cita la nascita, su impulso dell'allora capo della Polizia Antonio Manganelli, di una scuola specificamente dedicata all'ordine pubblico, con l'obiettivo di trasformare l'esperienza del G8 in un'occasione di crescita professionale e istituzionale.
Nel suo intervento affronta anche il tema delle responsabilità nella gestione dell'evento, sostenendo che "la Questura di Genova e la catena di comando della Polizia genovese non ebbero un ruolo decisionale nella gestione complessiva del G8". Secondo Traverso, la struttura di comando locale venne infatti di fatto commissariata con l'arrivo del vice capo della Polizia Ansoino Andreassi, mentre il questore Francesco Colucci fu sostanzialmente esautorato nella gestione operativa delle giornate del vertice.
Il segretario del SIAP richiama inoltre il gesto dell'allora capo della Polizia Franco Gabrielli, che negli anni successivi espresse pubblicamente le scuse dello Stato per quanto accaduto, definendolo "un momento significativo nel rapporto tra istituzioni e cittadini".
Per Traverso il ricordo del G8 deve quindi continuare a essere coltivato, ma con uno sguardo che tenga insieme memoria e cambiamento. "È fondamentale che le nuove generazioni di poliziotti conoscano ciò che è accaduto, comprendano gli errori commessi, ma siano anche consapevoli delle profonde innovazioni introdotte dall'Amministrazione proprio a seguito di quei fatti".
Infine, il segretario provinciale del SIAP auspica che il venticinquesimo anniversario non venga utilizzato "per alimentare nuove contrapposizioni o riaprire artificiosamente un clima di scontro". "La memoria – conclude – deve servire a comprendere, non a dividere. Solo una memoria completa, equilibrata e obiettiva può rappresentare un insegnamento per le nuove generazioni e contribuire a rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni".
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