Il treno delle sardine sotto lo slogan "Genova non abbocca"

di Giulia Cassini

L'acquario delle idee delle sardine genovesi tra temi sociali e culturali nella serata del 28 gennaio al Teatro della Tosse

Le Sardine si sono riunite a Genova nella serata di martedì 28 gennaio a Teatro della Tosse in un evento organizzato dai rappresentanti genovesi per aprirsi ad una nuova fase sulla scia della linea generale del leader Mattia Santori.

Il movimento culturale e certamente ideologico torna a fare buoni numeri seppur in un contesto completamente diverso come la raccolta sala del teatro a due mesi esatti dalla data del 28 novembre che aveva visto coaugularsi attorno a piazza De Ferrari circa 10 mila persone.

Il titolo dell’incontro è stato rappresentativamente “L’acquario delle idee”, un momento di riflessione privo di bandiere e di simboli di partito ma ricco degli argomenti su cui confrontarsi. Tematiche amplissime che hanno spaziato dall’ambiente alla scuola alla sanità alla cultura al tessuto sociale con tutte le problematiche di questi giorni. 

Tanti i volti della cultura presenti, tra questi ad esempio Bobby Soul e Malvezzi, giornalisti, politici ,un gruppo di ragazzi dell'Accademia Ligustica ed universitari ed anche l’avvocata e attivista del mondo dei diritti lgbt Ilaria Gibelli, solo per citarne alcuni. Tutti a testimoniare la protesta e il senso di non appartenenza nell’attuale politica dei partiti tradizionali.

"Mi sono fermata e mi è venuto in mente un elenco di tutte le iniziative - ha detto Gibelli - le ordinanze, le leggi che la nostra Regione in questi 5 anni ha promosso e che il nostro Comune in 3 anni ha fatto. Le Sardine sono un movimento nato di pancia per reagire a tutto questo clima diffuso nel nostro Paese. Io credo nel lavoro che noi tutti dobbiamo fare, nelle nostre case, nei posti di lavoro, con gli amici, nelle piazze. Credo che sia quello di ricostruire una cultura basata sull'amore, un amore che ci porti a vivere pensando che se stanno bene le persone accanto a noi, stiamo bene anche noi, un amore che elimini ogni forma di privilegio, ma che dia gli stessi diritti a chiunque. Il punto di vita e di vista deve cambiare e passare dal nostro io al noi. Noi inteso come comunità, in netta contrapposizione con la cultura dell'odio che oggi condiziona le nostre giornate da mattina a sera".

Per questo è stato posizionato all'ingresso del teatro un treno che ha raccolto, non solo idealmente, biglietti e comunicazioni, speranze e richieste, per essere vicini alla gente e per capire meglio il termometro del gruppo.  Intanto la prossima iniziativa in programma è proprio il progetto "Tutti sullo stesso treno" previsto il 1 marzo: un viaggio da Levante a Ponente lungo tutta la Liguria in rappresentanza della memoria e delle migrazioni, ma anche di tutti i diritti inviolabili dell'uomo fino al confine con la Francia. Il viaggio della consapevolezza e di nuovi progetti, visto che la voglia di concretezza a giudicare dai partecipanti è tanta.