Sanremo, Motta: "Canto l'Italia smarrita che sui migranti manca di umanità"
di Redazione
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Il cantautore reduce da un 2018 pieno di soddisfazioni con tanto di Targa Tenco
"Dov'è l'Italia, amore mio? Mi sono perso anch'io". E' un grido di dolore quello lanciato da Motta, nel brano 'Dov'è l'Italia', in gara al prossimo Festival di Sanremo dal 5 al 9 febbraio. "C'è il riferimento ai migranti, ma non è solo quello", spiega il cantautore reduce da un 2018 pieno di soddisfazioni con tanto di Targa Tenco per il Miglior album in assoluto con 'Vivere o Morire'.
"C'è il disincanto verso un Paese che amo e che nonostante continuo ad amare, ma che manca di umanità e di educazione, e che vive la paura della diversità e del mettersi in gioco", prosegue Motta. Il brano è nato, racconta, "da una chiacchierata con Enzo, il capitano di un caicco a Lampedusa. Ma quello che ci siamo detti rimane un segreto tra me e lui".
Sanremo sarà il modo, anche per mettersi in gioco, "per emozionarmi, soprattutto. L'esigenza di presentarmi al festival è nata da me: sentivo di avere la canzone molto mia. Mi sento al posto giusto, non so se al momento giusto. Ma forse sì, perché niente succede per caso", conclude Motta.
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