Saldi estivi 2026 al via in Liguria, Federmoda Confcommercio: “Spostare una data non basta, servono interventi strutturali”

di R.S.

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Carena: "Il disagio delle imprese è reale e nasce da stagioni commerciali sempre più anticipate, consumi deboli e da un mercato profondamente cambiato"

Saldi estivi 2026 al via in Liguria, Federmoda Confcommercio: “Spostare una data non basta, servono interventi strutturali”

Prendono il via domani, sabato 4 luglio, i saldi estivi 2026 in Liguria, in contemporanea con il resto d'Italia. La stagione degli sconti durerà 45 giorni e si concluderà il 17 agosto, con aspettative positive per il commercio ma anche con la consapevolezza che il comparto della moda necessita di riforme più profonde.

Secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia italiana spenderà mediamente 201 euro per gli acquisti in saldo, pari a circa 91 euro pro capite, per un giro d'affari complessivo stimato in 3,2 miliardi di euro. A fare acquisti saranno circa 16,1 milioni di famiglie.

Numeri che confermano il peso economico dei saldi, ma che riaccendono anche il dibattito sulla loro collocazione nel calendario. Un tema sul quale interviene la presidente di Federmoda Confcommercio Genova e Liguria, Manuela Carena, invitando a non considerare lo spostamento della data di avvio come la soluzione ai problemi del settore.

«Se per risolvere la crisi del comparto moda bastasse chiedere alla Regione di modificare la data dei saldi, ci saremmo già attivati da tempo», afferma Carena. «Il disagio delle imprese è reale e nasce da stagioni commerciali sempre più anticipate, consumi deboli e da un mercato profondamente cambiato. Pensare che basti intervenire sul calendario significa semplificare una questione molto più complessa».

Secondo Federmoda, la definizione di una data unica nazionale per l'avvio dei saldi ha rappresentato negli anni un importante punto di equilibrio per il settore, raggiunto grazie al lavoro delle associazioni di categoria. Il confronto potrà proseguire nelle sedi istituzionali, anche alla luce di un contesto europeo orientato verso una maggiore liberalizzazione delle promozioni, ma il rilancio del commercio, sottolinea l'associazione, passa soprattutto da politiche strutturali.

Tra le priorità indicate figurano il sostegno ai consumi, gli investimenti, l'innovazione e il rafforzamento della competitività dei negozi di prossimità, elementi ritenuti decisivi per il futuro del settore.

«I saldi restano un'opportunità sia per i consumatori sia per le imprese», conclude Carena. «Acquistare nei negozi di vicinato significa scegliere qualità, professionalità e servizio, sostenendo un tessuto imprenditoriale fondamentale per le nostre città. Ma la competitività si costruisce tutto l'anno, attraverso formazione, specializzazione, identità, innovazione, comunicazione e una filiera più equilibrata».

Il vademecum per gli acquisti

In vista dell'avvio dei saldi, Federmoda Confcommercio ricorda alcune regole fondamentali per gli acquisti:

  • Cambi: non sono obbligatori, salvo il caso di prodotti difettosi o non conformi, per i quali il consumatore ha diritto alla riparazione, sostituzione o rimborso secondo quanto previsto dal Codice del Consumo.
  • Prova dei capi: resta a discrezione del negoziante.
  • Pagamenti: gli esercenti devono accettare le carte di pagamento e favorire le modalità cashless.
  • Prodotti in saldo: devono essere articoli stagionali o di moda destinati a perdere valore con il passare della stagione.
  • Prezzi: devono essere chiaramente indicati il prezzo originario, la percentuale di sconto e il prezzo finale, nel rispetto della normativa che impone di riportare anche il prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti all'inizio dei saldi.
 

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