Rifiuti, sindaci del genovesato all'attacco di Città Metropolitana e Regione: "Non siamo esattori"

di Gilberto Volpara

2 min, 13 sec

Comuni in rivolta per la gestione del servizio

Rifiuti, sindaci del genovesato all'attacco di Città Metropolitana e Regione: "Non siamo esattori"

 

Pur comprendendo che trattasi di normativa nazionale, non possiamo non lamentare
l’inaccettabilità del sistema di governance attuale del ciclo dei rifiuti, confidando che Regione
Liguria e Città Metropolitana possano esercitare le opportune azioni sul Governo". Lo scrivono in una nota decine di sindaci del territorio genovese. Il tema è quello della gestione dei rifiuti in ambito provinciale che passa da Città Metropolitana alle nuove realtà di ARLIR e ARERA.

 

"Queste determinano le tariffe e validano i costi secondo algoritmi predefiniti mentre i Comuni sono costretti a svolgere la funzione di esattori per conto terzi, stampando e inviando i bollettini di pagamento agli utenti del servizio nei loro territori. Ora, a fronte di aumenti PEF significativi e spesso di difficile comprensione, i Comuni sono obbligati a coprire integralmente i costi del servizio tramite tariffa, dovendo quindi deliberare aumenti della TARI su cui, di fatto, hanno una possibilità di intervento pressoché nulla: questo meccanismo svuota di significato l’autonomina finanziaria e impositiva degli Enti locali, scaricando sulle amministrazioni comunali, non a caso le più prossime ai cittadini, la responsabilità/colpa di aumenti decisi da altri" proseguono alcuni amministratori locali.

 

Tra loro c'è il sindaco di Isola del Cantone, Gianluca Campora, che a Telenord spiega: "I sindaci continuano quindi a subire il logoramento del rapporto di fiducia con le proprie comunità per scelte gestionali e tariffarie decise da altri, senza alcuna doverosa concertazione preventiva. La Città Metropolitana di Genova, controparte contrattuale del gestore AMIU Genova S.p.a., e la Regione Liguria, per quanto di competenza, non possono restare – e non ci pare vogliano restare - mere spettatrici neutrali di questa dinamica da correggere. Ci aspettiamo pertanto che esse, dando attuazione ai loro compiti istituzionali e politici, rappresentino con forza e decisione le istanze e il profondo disappunto dei Comuni, facendosi qualificate portavoce di una richiesta di profonda revisione del metodo di confronto e del merito delle conseguenti decisioni, che non possono essere meramente “comunicate”, ma adeguatamente verificate e preventivamente
condivise. Al riguardo è essenziale che ARLIR predisponga un protocollo di condivisione dei dati che preveda la trasmissione delle bozze di PEF ai Comuni con congruo anticipo rispetto alle scadenze per la validazione finale, così da consentire una analisi e un confronto nel merito. D’altro lato il gestore AMIU Genova S.p.a. deve necessariamente farsi carico di una rendicontazione puntuale, trasparente e aderente alle specificità territoriali oltre che di una adeguata comunicazione affinché i Comuni siano coinvolti e possano verificare che i loro cittadini paghino esclusivamente per servizi effettivamente ricevuti e accertati".

 

 

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