RADAR 11 Domande all'assessore regionale Marco Scajola

di Redazione

Questa settimana a Radar 11 l’ospite è Marco Scajola, assessore regionale ligure con deleghe all’urbanistica e un lungo percorso amministrativo che attraversa comuni, Regione e partiti diversi, restando però sempre dentro l’area del centrodestra. Un’intervista che parte dal consenso elettorale e arriva fino al rapporto con il territorio, la macchina amministrativa e la dimensione personale della politica.

Si cambia partito, ma non il consenso: qual è il segreto?

Per Scajola il dato di partenza è semplice: le preferenze restano alte indipendentemente dal simbolo. Dalla Forza Italia ai passaggi nelle liste civiche fino al ritorno nel partito di origine, il risultato elettorale non cambia.

Il punto è che le persone votano la persona, premiando continuità, presenza e lavoro sul territorio. Una fiducia che viene letta come riconoscimento di serietà, impegno e costanza amministrativa.

Il valore delle preferenze e il rapporto con gli elettori

Uno dei temi centrali dell’intervista è la difesa del sistema delle preferenze. Per Scajola il contatto diretto tra eletto e cittadino è ciò che garantisce un rapporto autentico, di fiducia ma anche di controllo reciproco.

La critica al sistema attuale è netta: senza preferenze si indebolisce il legame tra rappresentanza e territorio e cresce la dipendenza dei parlamentari dalle segreterie di partito.

Una carriera tutta “dal basso”

Scajola rivendica una lunga gavetta istituzionale: consiglio comunale, giunta, vice sindaco, consigliere regionale e assessore. Un percorso costruito interamente attraverso elezioni e preferenze.

Questa esperienza gli consente di conoscere la macchina pubblica dall’interno e di interpretare meglio le esigenze amministrative.

Roma sì o no? La politica come servizio, non come carriera

Sul futuro politico nazionale, la risposta resta prudente: nessuna corsa personale a Roma, ma disponibilità a ciò che il partito e i cittadini riterranno utile.

Scajola sottolinea di non sentirsi un carrierista, ricordando anche la sua attività professionale da psicologo clinico, esercitata nei ritagli di tempo.

Forza Italia e il centrodestra dopo Berlusconi

Nel ragionamento sul partito emerge un riferimento alla storia di Silvio Berlusconi e alla nascita del centrodestra moderno.

Per Scajola, Forza Italia resta una forza identitaria del centrodestra, nata per rappresentare mondo produttivo, partite IVA e cultura liberale. Nessuna apertura al centrosinistra, ma una linea di responsabilità dentro la coalizione.

Il metodo amministrativo: presenza e lavoro

Un tratto ricorrente è il metodo di lavoro: settimana dedicata allo studio e alla gestione degli atti, fine settimana sul territorio tra sindaci, cittadini e amministratori.

Una distinzione netta tra presenza simbolica e lavoro operativo, che secondo lui spiega parte del consenso personale.

Tra Toti e Bucci: due stili diversi di governo

Nel confronto tra le stagioni regionali, Scajola distingue gli stili di Giovanni Toti e Marco Bucci.

Toti viene descritto come più istituzionale e analitico, Bucci come più diretto, rapido e caratterizzato da un forte pragmatismo operativo. Due approcci diversi ma accomunati da visione e capacità di decisione.

Imperia, il centrodestra e il laboratorio civico

Il territorio imperiese viene raccontato come un laboratorio politico dove il voto alla persona spesso prevale sulle appartenenze di partito e dove si sperimentano alleanze trasversali.

Una dinamica che rafforza il radicamento locale più che le logiche nazionali.

Famiglia e politica: una tradizione lunga

Ampio spazio anche alla dimensione familiare. Il riferimento è al padre Alessandro Scajola e allo zio Claudio Scajola, entrambi figure storiche della politica locale e nazionale.

Alessandro Scajola viene ricordato come esempio di rigore, saggezza e politica con la P maiuscola, mentre Claudio Scajola come figura di grande resilienza e continuità amministrativa.

Vita privata e quotidianità

Sul piano personale, Scajola racconta una vita familiare intensa, tra figli adolescenti, dialogo quotidiano e una casa animata anche da animali domestici, tra cui il cane Leone.

Un equilibrio non sempre semplice, ma considerato fondamentale per mantenere contatto con una dimensione non solo politica.

Uno sguardo finale

La conclusione è tutta nella sua idea di politica: un servizio prima che una carriera. La disponibilità a ricoprire ruoli istituzionali resta, ma subordinata alla fiducia dei cittadini e al lavoro sul territorio.

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.