RADAR 11 Domande al vicesindaco di Genova Alessandro Terrile
di Redazione
Questa settimana a Radar11 l’ospite è Alessandro Terrile, vicesindaco di Genova e figura centrale della nuova amministrazione guidata da Silvia Salis. Un confronto che attraversa il passaggio dall’opposizione al governo della città, gli equilibri del centrosinistra, i rapporti istituzionali, la gestione dei conti pubblici e il lato più personale dell’impegno politico.
Governare è più o meno divertente che fare opposizione?
Sono ruoli diversi ma complementari. Aver fatto opposizione viene considerato molto utile per governare meglio e, allo stesso modo, l’esperienza di governo aiuta a comprendere il valore dell’opposizione. Entrambe sono funzioni al servizio della comunità, anche se dall’opposizione c’è maggiore libertà di critica.
Che valore ha una buona opposizione?
Secondo Terrile, un’opposizione seria e preparata migliora la qualità dell’azione amministrativa. Il suo compito non è tifare contro la città, ma evidenziare problemi, incoerenze e aspetti migliorabili, contribuendo così a un governo più efficace.
Perché ha rinunciato in passato a candidature importanti?
Le scelte di fare un passo indietro, sia per il Parlamento sia durante il percorso verso le elezioni comunali, sono state motivate dalla convinzione che la politica sia un lavoro collettivo. Le ambizioni personali devono essere subordinate agli interessi della squadra e agli obiettivi comuni.
Com’è lavorare con una sindaca molto esposta mediaticamente come Silvia Salis?
Il rapporto viene descritto come estremamente positivo. Terrile sottolinea la capacità di leadership della sindaca, il metodo di lavoro orientato alla squadra, la rapidità decisionale e la forte attenzione ai problemi della città. Si definisce fortunato di far parte della sua amministrazione.
Le pesa essere stato definito un “vicesindaco facente funzione”?
No. Considera queste definizioni parte della normale polemica politica. Ritiene però che dietro alcune critiche si nascondano stereotipi legati al fatto che Silvia Salis sia una donna giovane, proveniente dal mondo dello sport e non dai tradizionali percorsi politici.
Qual è il punto di forza dell’attuale amministrazione comunale?
La compattezza della coalizione e la coesione della squadra di governo. Un risultato che Terrile attribuisce soprattutto alla leadership di Silvia Salis, alla sua capacità di ascolto e alla sua attitudine a prendere decisioni condivise ma chiare.
Il cosiddetto “buco di bilancio” esisteva davvero?
Secondo il vicesindaco, al momento dell’insediamento esisteva una significativa carenza di risorse rispetto ai fabbisogni del Comune. La nuova amministrazione ha dovuto reperire rapidamente circa 50 milioni di euro per garantire i servizi essenziali, adottando misure considerate necessarie per evitare tagli a scuola e servizi sociali.
Quali sono i suoi riferimenti politici all’interno del Partito Democratico?
Terrile si definisce espressione dell’area più a sinistra del PD. Indica come punti di riferimento Andrea Orlando sul piano politico e Mario Margini su quello personale e territoriale. Rivendica una tradizione di pensiero più radicale, considerata però compatibile con il dialogo con il mondo economico e produttivo.
Com’è il rapporto istituzionale con il presidente Marco Bucci?
Pur provenendo da anni di confronto politico spesso acceso, il rapporto attuale viene descritto come collaborativo e improntato all’interesse pubblico. Comune e Regione sono chiamati a lavorare insieme su dossier strategici come il trasporto pubblico, il Teatro Carlo Felice e le grandi infrastrutture.
Come concilia il ruolo di vicesindaco con la vita familiare?
Con difficoltà ma senza rinunciare agli spazi essenziali. Cerca ogni mattina di accompagnare i figli a scuola e, quando possibile, si ritaglia momenti con la famiglia e gli amici. Ammette che amministrare una grande città richiede inevitabilmente sacrifici personali e il sostegno della famiglia.
Qual è il futuro politico di Alessandro Terrile?
L’obiettivo dichiarato è svolgere al meglio il ruolo di vicesindaco durante questo mandato. La politica resta una passione che non dipende dagli incarichi istituzionali, anche se ammette di sentire la mancanza della professione di avvocato, esercitata oggi solo sporadicamente.
Un ricordo di Valdemaro Flick
Nel finale dell’intervista Terrile dedica un pensiero commosso a Valdemaro Flick, recentemente scomparso. Lo definisce prima maestro, poi collega e amico, ricordandone l’insegnamento professionale, il rispetto per le istituzioni e l’impegno civile che ha contribuito a formare anche il suo percorso politico e amministrativo.
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