Radar - 11 Domande a Luca Pastorino - Parlamentare Pd e Sindaco di Bogliasco

di Redazione

Luca Pastorino ripercorre il suo percorso politico tra Parlamento e amministrazione locale, tra fortune elettorali, scelte controcorrente e il forte legame con Bogliasco, riflettendo sulle dinamiche del centrosinistra e sulle prospettive future.

Qual è il suo segreto?
È la domanda delle domande per Luca Pastorino, più volte eletto contro ogni pronostico. Il diretto interessato ridimensiona: riconosce una componente di fortuna, soprattutto all’inizio, quando nel 2013 partecipò a sorpresa alle primarie del Partito Democratico legate alla leadership di Pier Luigi Bersani. Arrivò quarto e, nonostante una posizione iniziale sfavorevole in lista, riuscì comunque a essere eletto. Anche nelle esperienze successive, come quella con Liberi e Uguali, il suo percorso è stato segnato da incastri politici particolari e, nell’ultima elezione, da una vera e propria “congiunzione astrale”: tenuta del centrosinistra, divisioni nel centrodestra e una campagna personale capace di raccogliere consensi diretti.

Più bella Roma o Bogliasco?
La risposta è netta: Bogliasco. Pastorino rivendica con orgoglio il suo ruolo di sindaco e il legame con il territorio. Nonostante l’impegno parlamentare, continua a considerare l’esperienza amministrativa locale come una missione, fatta di rapporto diretto con i cittadini e di responsabilità quotidiana.

È più bello fare il sindaco o il deputato?
Non c’è una gerarchia, ma due esperienze diverse. Fare il sindaco è impegnativo e richiede ascolto continuo, un lavoro che negli anni lo ha segnato profondamente anche sul piano personale. Fare il parlamentare, invece, è un incarico di prestigio istituzionale, che offre occasioni di rappresentanza e di crescita. Pastorino ricorda con particolare intensità il periodo in cui è stato segretario di presidenza alla Camera durante la presidenza di Roberto Fico, un ruolo che lo ha portato a rappresentare le istituzioni anche fuori Genova.

Il PD gira attorno a Pastorino o Pastorino attorno al PD?
Il suo percorso politico è stato articolato: dal Partito Democratico a esperienze come Possibile, Liberi e Uguali e altre iniziative politiche. Il ritorno nel PD è avvenuto con la segreteria di Elly Schlein, che ha rappresentato per lui un punto di riferimento coerente con le sue idee originarie. Oggi la sua presenza nel gruppo misto ha motivazioni tecniche, ma il legame politico con il PD è dichiarato.

Fu più furbo o profeta nel dialogo con il Movimento 5 Stelle?
Pastorino rifiuta entrambe le etichette. Piuttosto, parla di una scelta naturale. Già negli anni precedenti al governo Conte II aveva intuito la possibilità di un dialogo con il Movimento 5 Stelle e fu tra i primi a sostenerlo apertamente. Un percorso che ha trovato poi conferma nella nascita del governo guidato da Giuseppe Conte e nell’evoluzione delle alleanze politiche a livello nazionale e locale.

Si è mai pentito della candidatura alle regionali del 2015?
La risposta è complessa. Pastorino riconosce che quella scelta contribuì a un quadro politico che portò alla vittoria del centrodestra, ma sottolinea anche il contesto: un Partito Democratico profondamente cambiato dall’era Matteo Renzi e una parte di elettorato che non si sentiva più rappresentata. Quella candidatura, spiega, voleva essere un esperimento politico alternativo, che però non ha avuto seguito nel tempo.

Che rapporto ha oggi con Renzi?
Parla di un sentimento neutro. Le stagioni politiche cambiano e oggi il contesto è diverso. Pur riconoscendo le distanze politiche, Pastorino sottolinea l’importanza di costruire convergenze su temi comuni, soprattutto all’interno di una prospettiva di coalizione più ampia.

È davvero un politico capace di stare ovunque, tra mondi diversi?
Lui si definisce semplicemente una persona che ascolta. Come sindaco, ritiene fondamentale dialogare con tutti, indipendentemente dalle posizioni politiche o sociali. Questo approccio gli consente di muoversi tra contesti diversi, mantenendo però una coerenza di fondo legata ai temi del lavoro, dei diritti e del territorio.

Cosa farà Luca Pastorino in futuro?
Non esclude un’ultima esperienza parlamentare, se ci saranno le condizioni politiche. Allo stesso tempo, si avvicina una scelta importante: il futuro amministrativo a Bogliasco. Dopo decenni in consiglio comunale e molti anni da sindaco, sente la necessità di riflettere anche su un possibile passaggio di testimone.

È ancora tra i politici più affascinanti di Montecitorio?
Risponde con ironia: era più facile quando era più giovane. All’inizio della sua esperienza parlamentare veniva spesso scambiato per un esponente del Movimento 5 Stelle per via dell’età e dell’aspetto. Oggi sorride su quei ricordi, preferendo concentrarsi sul lavoro politico piuttosto che sulle classifiche di gradimento estetico.

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