Radar - 10 Domande a Claudia Morich
di R.C.
La neo assessora al bilancio Claudia Moric racconta il passaggio da tecnica a figura politica, evidenziando le sfide della sanità legate all’invecchiamento della popolazione ligure e il confronto tra Regioni nella ripartizione delle risorse nazionali.
Buonasera, buonasera a tutti, eccoci qua per un’altra puntata di Radar, le dieci domande della politica ligure, oggi siamo con Claudia Moric, neo da un mesetto, assessore al bilancio di Regione Liguria, fra l’altro è un personaggio nuovo per la politica ligure, quindi rispetto a tanti altri di cui sapevamo vita, morte e miracoli andremo a conoscerla proprio, però una cosa possiamo dirla anche prima, chiunque passasse in Regione negli ultimi 20 anni sostanzialmente e dovesse occuparsi di bilancio incappava in Claudia Moric, perché è sempre stata la dirigente apicale del settore e in qualche modo per l’importanza e la serietà del lavoro che ha sempre fatto era quasi un elemento di arredo del Palazzo di De Ferrari quando si trattava di bilancio, una presenza imprescindibile, infatti ricordavo la processione degli assessori al momento della parifica del bilancio che venivano da lei quasi come scolaretti che dovevano affrontare l’esame di maturità e poi si confrontavano fuori dalla porta dicendo com’è andata oggi, come dire se la Presidente della Commissione è brava o cattiva e devo dire che i bilanci di Regione Liguria, nonostante le grosse difficoltà che sappiamo esserci in questo periodo, ma sempre in particolare per la sanità, sono sempre andati bene comunque, quindi alla fine la professoressa è brava. Adesso però un po’ tutto questo lo racconteremo così come racconteremo per esempio proprio partendo dalla sanità, parto dall’undicesima domanda, è sempre stata una fatica di Sisifo per i Presidenti della Regione o gli assessori andare a Roma e cercare di contrattare perché sappiamo che la Liguria ha la popolazione più anziana d’Italia e anche se ha meno abitanti chiede più soldi, di solito lo scontro era negli ultimi anni con Vincenzo De Luca Presidente della Regione Campania perché ha molti abitanti ma sono anche molto giovani. Come funziona questo succo romano in cui si deve cercare di portare a casa di più per i propri cittadini?
Buonasera a tutti, grazie per l’invito. La caratteristica della Regione Liguria è quella di essere la regione più anziana d’Europa, non solo d’Italia e con questa caratteristica noi dobbiamo fare i conti soprattutto per quanto riguarda le risorse della sanità perché comunque è materia pratica il fatto che mentre fino ai 30 anni non sappiamo forse neanche chi è il nostro medico di base, quando arriviamo intorno ai 60 diventiamo amici nel senso che la frequentazione aumenta e aumentano anche le richieste di farmaci e di esami. Nell’invecchiamento è insita una maggiore fragilità dal punto di vista sanitario.
Questa realtà però si riflette solo in parte quando si arriva alla fase della ripartizione del fondo sanitario nazionale. Le Regioni si confrontano su criteri di assegnazione delle risorse e ciascuna porta le proprie argomentazioni. Negli ultimi anni si è discusso molto sul peso da attribuire alla popolazione in base all’età, con alcune Regioni che spingono per un criterio più “secco” basato solo sul numero degli abitanti e altre che chiedono di mantenere un correttivo demografico.
Si crea così un confronto tra Regioni con popolazione più anziana, come Liguria, Piemonte e Sardegna, e Regioni più popolose, come Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Campania. Per cercare una sintesi è stato coinvolto un gruppo di docenti universitari incaricati di approfondire scientificamente la questione. Vedremo quali saranno gli esiti delle prossime decisioni.
La prima riguarda proprio quello che dicevo all’inizio: lei è sempre stata una tecnica all’interno dell’amministrazione regionale, dirigente di tutto ciò che riguardava il bilancio, e adesso si trova assessore nello stesso settore. Come cambia la vita?
Il presidente Bucci è una persona dal carattere forte, molto attenta non solo agli obiettivi ma anche alle procedure. Spesso ritiene che le procedure siano troppo farraginose e spinge per trovare soluzioni più rapide ed efficaci per raggiungere i risultati.
Rispetto ai presidenti precedenti, la differenza è proprio questa: alcuni indicavano l’obiettivo lasciando ai tecnici la scelta delle modalità, mentre oggi l’attenzione è più diretta anche sulle modalità operative.
Ho lavorato in Regione da molti anni, iniziando giovanissima e passando attraverso diversi ruoli e concorsi. Non mi sono mai pentita di questa scelta, perché è sempre stato un lavoro che ho svolto con passione.
Diventare assessora ha cambiato un po’ la mia quotidianità, ma non la sostanza del mio lavoro: continuo a occuparmi di conti pubblici e di equilibrio di bilancio, con un ruolo più diretto nelle decisioni politiche.
Si dice che il kingmaker della sua scelta insieme al presidente Bucci sia stato il sindaco di Imperia Claudio Scajola, è vero? E si dice anche che lei possa essere stata vista come possibile candidata sindaca di Savona: è pronta a fare il sindaco? E l’ingresso in Forza Italia la fa sentire meno tecnica?
Non ho partecipato direttamente agli accordi politici che hanno portato alla formazione della giunta. So che Forza Italia aveva diritto a una nomina e ringrazio l’onorevole Scajola per il sostegno alla mia candidatura.
Per quanto riguarda l’ipotesi di una candidatura a sindaco di Savona, non ci ho mai pensato. Fare il sindaco è un mestiere diverso, con responsabilità molto più dirette e quotidiane verso i cittadini, e ho grande rispetto per chi lo fa, ma non è il mio obiettivo.
L’ingresso in Forza Italia non mi fa sentire meno tecnica. La mia esperienza resta quella costruita in oltre quarant’anni di lavoro in Regione, sempre con lo stesso approccio: gestione rigorosa delle risorse pubbliche nel rispetto delle regole, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni.
Il bilancio regionale oggi è solido, con parifiche positive della Corte dei Conti e un buon rating. Anche su dossier complessi come AMT si lavora cercando soluzioni nel rispetto delle norme e dei controlli.
Prima di Marco Bucci o di Claudio Scajola, qualcuno le aveva mai chiesto direttamente di diventare assessora? E questa è la sua prima intervista televisiva?
No, nessuno me lo ha mai chiesto direttamente.
No, non è la mia prima intervista televisiva: è la terza.
Come si dice in ambito militare: sono nata pronta.
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