Presunti fondi a Hamas, Riesame di Genova conferma il carcere per Hannoun e altri indagati

di R.C.

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Secondo i giudici, permangono gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari legate al rischio di fuga, di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato

Presunti fondi a Hamas, Riesame di Genova conferma il carcere per Hannoun e altri indagati

Il tribunale del Riesame di Genova ha confermato la custodia cautelare in carcere per Mohammad Hannoun e altri tre indagati, arrestati lo scorso 27 dicembre con l’accusa di aver finanziato Hamas attraverso una rete di associazioni di beneficenza. La decisione arriva dopo il nuovo esame disposto dalla Cassazione, che aveva annullato con rinvio la precedente ordinanza chiedendo una rivalutazione complessiva del quadro probatorio.

Secondo i giudici, permangono gravi indizi di colpevolezza e concrete esigenze cautelari legate al rischio di fuga, di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Tra gli elementi richiamati figura anche la disponibilità di un biglietto aereo per la Turchia al momento dell’arresto e la presunta attività di cancellazione di dati informatici riconducibili alle indagini.

Nell’ordinanza il Riesame sostiene che la raccolta di fondi non sarebbe riconducibile a iniziative caritatevoli autonome, ma a soggetti consapevoli delle finalità dell’organizzazione, ritenuti parte di una struttura che avrebbe operato per anni nel sostegno economico ad Hamas e alle sue articolazioni, anche attraverso contributi destinati a famiglie di miliziani.

Vengono inoltre richiamati rapporti e canali di collegamento con figure ritenute vicine alla leadership del movimento, a sostegno della tesi della consapevolezza degli indagati rispetto alla destinazione dei finanziamenti.

Le difese contestano duramente la ricostruzione dei giudici, sostenendo che non sarebbero stati adeguatamente recepiti i rilievi della Cassazione e che sia stata riproposta in larga parte la precedente motivazione. Gli avvocati hanno annunciato un nuovo ricorso in Corte di Cassazione.

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