Premio Di Marzio, Sommariva: "Bellissimo ricordare un grande uomo di sport. Il mio argento? Una liberazione"
di Redazione
"È stata una liberazione poter dimostrare quello che so fare davvero. Finalmente sono stato ripagato con la moneta che volevo da tempo"
In occasione del premio dedicato a Gianni Di Marzio, lo snowboarder Lorenzo Sommariva ha raccontato emozioni, percorso sportivo e il significato più profondo della sua medaglia d’argento ai Giochi Olimpici.
Ricevendo il riconoscimento a Portofino, Sommariva ha sottolineato il valore dell’invito e del contesto: "Sono davvero contento di essere stato invitato a questa iniziativa e di essere stato premiato. È sempre bello poter tornare a casa, in un posto fantastico come Portofino".
Poi il racconto si sposta sulla medaglia conquistata a Milano-Cortina, vissuta come un punto di svolta: "Il primo pensiero è stato come un peso tolto di dosso. Arrivavo da otto anni difficili, con tanta rabbia e cose che non ero riuscito a esprimere. È stata una liberazione poter dimostrare quello che so fare davvero. Finalmente sono stato ripagato con la moneta che volevo da tempo".
Sommariva ha anche ripercorso il suo ingresso tardivo nel mondo dello snowboard professionistico: "Io sono arrivato tardi, a vent’anni, quando di solito si inizia da piccoli. Ho perso tanta gavetta e all’inizio l’ho accusata parecchio".
Determinante nel suo percorso è stato l’incontro con Claudio Fabris, figura chiave della sua crescita: "È stato uno dei miei istruttori e attuale capo skiman. Grazie alla sua testardaggine ha creduto in me e nel mio potenziale, portandomi a fare le gare".
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