Premio Di Marzio, Maresca: "Bello essere qui a ricordare Gianni. De Rossi in ascesa, la Samp un pezzo della mia storia"

di Luca Pandimiglio

Sul calcio italiano: “Quando c’è qualcosa che non va, c’è sempre più di un motivo. È un peccato essere da anni nella stessa situazione"

A margine del premio dedicato a Gianni Di Marzio, il tecnico del Chelsea Enzo Maresca ha parlato del proprio futuro, del calcio italiano e delle finali europee. Presente a Portofino per l’evento dedicato alla memoria di Di Marzio, Maresca ha espresso subito il suo legame con il territorio: “È un grande piacere essere qua per Piero e per il premio dedicato a Gianni. Poi è sempre bello tornare in Italia e tornare in Liguria, vicino a Genova, dove ho passato un anno e mezzo della mia vita”.

 

L’allenatore ha poi parlato del proprio futuro professionale, senza sbilanciarsi troppo: “Adesso siamo a maggio, i campionati stanno finendo. Vediamo, manca poco. Nel frattempo sto riposando e sto cercando di prepararmi per qualcosa che poi accadrà in futuro”.

 

Dopo le esperienze all’estero, Maresca non esclude un ritorno in Italia: “Sono stato bene un po’ ovunque, sia da calciatore sia da allenatore. L’ultima esperienza è stata in Inghilterra, vediamo la prossima”.

 

Spazio anche a una riflessione sul momento del calcio italiano: “Quando c’è qualcosa che non va, c’è sempre più di un motivo. È un peccato essere da anni nella stessa situazione. Speriamo si riesca a trovare una soluzione per riportare il calcio italiano, sia a livello di club sia di Nazionale, ai livelli più alti”.

 

Parlando dei suoi ricordi alla Sampdoria, Maresca ha sottolineato il rapporto positivo con l’ambiente blucerchiato: “Ero contento di essere alla Samp. Ho sempre ricordi belli, con dirigenti e compagni”.

 

Sui giovani allenatori italiani e su Daniele De Rossi, Maresca ha dichiarato: “Daniele ha fatto un ottimo lavoro al Genoa, sono contento per lui. Ci sono tanti allenatori bravi, dai più giovani ai più esperti come Carlo Ancelotti. È importante trovare l’ambiente giusto per lavorare”.

 

Infine, uno sguardo al calcio europeo e alle grandi sfide internazionali: “Si va in una direzione in cui l’idea di attaccare è sempre più centrale. Dobbiamo essere bravi ad adattarci. Alcune partite di quest’anno sono state bellissime da vedere”.

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