Premio Di Marzio, Ranieri: "Gianni mi ha fatto cominciare la carriera. De Rossi era già allenatore quando giocava"
di Luca Pandimiglio
"La Sampdoria? Dispiace vederla così. Io arrivai nel momento più difficile, giocare senza pubblico fu durissimo, i ragazzi furono eccezionali"
In occasione del premio dedicato a Gianni Di Marzio, Claudio Ranieri ha ricordato con affetto il suo ex allenatore e maestro, ripercorrendo alcuni momenti della sua carriera e offrendo riflessioni sul calcio attuale.
"Gianni è stato mio allenatore per tre anni a Catanzaro, abbiamo vinto un campionato di Serie B e poi insieme siamo stati a Catania, dove abbiamo conquistato un altro campionato. È stato lui a iniziare come allenatore e io non posso che essergli riconoscente, così come alla sua famiglia", ha raccontato Ranieri, sottolineando il legame umano e professionale costruito nel tempo.
Parlando del ritorno a Genova e dell’esperienza della Sampdoria, Ranieri ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto da chi è passato recentemente sulla panchina blucerchiata, citando anche Daniele De Rossi: "Ne penso bene sia di Daniele sia di Attilio Lombardo, che ha fatto davvero un grande campionato. La Samp era in difficoltà, ma è stato fatto qualcosa di eccezionale. Daniele si è integrato subito, è un ragazzo di valore con ottime idee".
Su De Rossi e il suo percorso da allenatore, Ranieri ha aggiunto: "Era un allenatore in campo, insieme a Pizarro formava un centrocampo notevole. Si vedeva già allora la sua lettura del gioco".
A proposito di consigli ai giovani tecnici, Ranieri ha usato una metafora efficace: "Il calcio è come il mare: a volte è calmo, a volte in tempesta. Bisogna saper navigare in tutte le condizioni".
Non è mancata una riflessione sul calcio europeo e sulle grandi sfide internazionali, come la gara tra Paris Saint-Germain e Arsenal: "Mi sono divertito molto a vedere due squadre che attaccano senza paura, con una velocità pazzesca e grandi campioni. Si critica spesso la fase difensiva, ma quando affronti certi giocatori l’uno contro uno diventa tutto complicato".
Infine, uno sguardo amaro al presente della Nazionale italiana, con l’assenza dai grandi tornei: "Dispiace molto non vedere l’Italia ai Mondiali. Bisogna risollevarsi, perché non è possibile restare lontani da questi eventi. Io il calcio lo seguo sempre, ma questa situazione fa male".
Ranieri ha poi concluso con un pensiero nostalgico anche sulla Sampdoria: "Mi dispiace vederla così. Io ci sono capitato nel momento più difficile, giocare senza pubblico è stato durissimo, ma i ragazzi furono straordinari".
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