Ponte Morandi, trovate tracce di amianto nella pila 8: demolizione rinviata

di Redazione

Possibile nuova data sabato 16 marzo, Bucci: "Al momento non ho alternative all'esplosivo"

Ponte Morandi, trovate tracce di amianto nella pila 8: demolizione rinviata

La Commissione esplosivi ha sospeso l'abbattimento della pila 8 del ponte Morandi che avrebbe dovuto essere distrutta sabato tramite esplosione controllata. Lo si apprende al termine della riunione della Commissione esplosivi che si è tenuta in prefettura. "Siamo in stand by - ha detto Danilo Coppe, titolare della Siag, la ditta di esplosivistica civile cui è demandato il compito di distruggere le parti del ponte che non si devono smontare -. Devono essere perfezionate le analisi" sulla presenza di amianto nella struttura.

In alcuni campioni prelevati dalla pila 8 dell'ex viadotto Morandi "ci sono tracce di amianto. Si tratta di quantità minime rilevate grazie a alcune indagini 'spinte' che al momento non hanno eguali come livello di approfondimento". Lo ha detto Gabriele Mercurio, ingegnere di polizia mineraria e membro della Commissione esplosivi riunita stamani in prefettura a Genova. Si tratterebbe di amianto di origine naturale, trovato in 7 campioni su 40.

L’alternativa, a questo punto, è demolire senza l’esplosivo. Ma la volontà di Bucci è quella di trovare una soluzione per evitare di allungare i tempi a dismisura. Pensando soprattutto alle due pile sul lato ovest. "Certamente è uno dei piani - ha spiegato il commissario - ma di certo non usare l'esplosivo sulla pila 8 pone un grosso problema sulla 10 e sulla 11. Dobbiamo trovare un modo per usarlo garantendo la salute dei cittadini e soprattutto, da quanto mi hanno riferito, degli operatori".

Una possibile nuova data potrebbe essere il sabato successivo, 16 marzo, per impattare il meno possibile sulla viabilità. Ma prima bisognerà integrare il piano di prevenzione per aumentare le misure a tutela della salute. "Ma senza l'ok della commissione tecnica noi non ci muoviamo, sia ben chiaro a tutti - ripete Bucci - l'esplosivo però si usa in tutto il mondo, bisogna trovare un modo tecnico per usarlo. Al momento non ci sono alternative all'uso di esplosivo. Abbiamo già modificato il project plan, ma dobbiamo cercare di non perdere la data del 31 marzo per l'inizio della ricostruzione".

"Adesso - ha detto ancora Mercurio - attendiamo che sia valutata sotto il profilo sanitario e ambientale la compatibilità di utilizzo degli esplosivi rispetto alla presenza di amianto". "Tracce di amianto sono state trovate e quindi è necessario fare una valutazione fondata scientificamente per valutare se l'esplosione possa determinare o meno problematiche di natura sanitaria o ambientale - ha ricordato Mercurio -. Tutte le valutazioni di questo tipo prendono in esame la possibilità non solo dell'utilizzo dell'esplosivo ma anche di altre tecniche".