Ponte Morandi, maxi esodo per la demolizione: fino a 10mila possibili evacuati

di Fabio Canessa

Da lunedì mattina giù le case di via Porro, via Fillak chiusa a oltranza. Nuovi test sull'esplosivo

Ponte Morandi, maxi esodo per la demolizione: fino a 10mila possibili evacuati

Sarà un giugno complicato per abitanti e commercianti intorno agli ultimi pezzi rimasti del ponte Morandi. Con la chiusura di via Fillak dalle 8 di lunedì iniziano i lavori di demolizione delle case di via Porro, lasciate ormai vuote dagli sfollati che le abitavano fino al 14 agosto dell'anno scorso. Ma, nel frattempo, la struttura commissariale e il Comune si preparano a gestire un maxi esodo che presenta ancora numerose incognite, quello legato all'abbattimento delle pile 10 e 11, che avverrà con una sola esplosione tra il 22 e il 24 giugno.

Bucci ha sempre parlato di un migliaio di persone da spostare, evitando però di costringerle a passare una notte fuori casa. Ma nelle carte della Protezione civile ci sono numeri ben più alti: minimo 2.500 persone, massimo 9.500. Che usciranno di casa al mattino e torneranno la sera, quando la demolizione sarà conclusa. Tutto dipenderà dai prossimi test e dal piano definitivo che Omini e Siag presenteranno. La "peggiore delle ipotesi" contempla una zona off-limits entro un raggio di 600 metri che comprende anche gran parte di Certosa.

Esclusa l'ipotesi del pernottamento negli alberghi, un'evacuazione così massiccia comporterebbe uno sforzo straordinario, con la necessità di assicurare a tutti gli "sfollati" temporanei un riparo dal caldo e generi di prima necessità. Contando che, qualunque sia il numero, tra gli evacuati ci saranno anziani, invalidi, disabili e bambini. In questi giorni si lavorerà in maniera febbrile per oliare la macchina organizzativa, anche se tutto dipenderà dalla strategia dei demolitori.

Intanto al via le operazioni in via Fillak e dintorni, con la strada che rimarrà chiusa a oltranza. Le case saranno abbattute senza esplosivo, con speciali 'pinze' meccaniche, e per evitare la dispersione di polveri verrà nebulizzata acqua. Negli scorsi giorni gli appartamenti sono stati sgomberati e bonificati dalle parti in amianto. Il primo palazzo ad essere abbattuto, nel pomeriggio, sarà il civico 10 di via Porro, dopo le operazioni preliminari che andranno avanti per tutta la mattina.

Alla chiusura della strada una piccola rappresentanza dei comitati dei cittadini ha tenuto un presidio di protesta e distribuito volantini con la scritta "Vogliamo rispetto". Spiegano: "Nessuno ci ha dato un preavviso e non riusciamo a incontrare il sindaco. Siamo molto preoccupati". Tra loro anche diversi esclusi dagli indennizzi per la zona arancione.

Intanto al mattino nell'ex cava dei Camaldoli, sulle alture di Quezzi, si svolgerà il secondo test per preparare l'esplosione finale. Si studierà come un muro d'acqua può contenere le polveri causate dal cedimento delle pile con microcariche di dinamite.Nella stessa giornata si terrà anche l'udienza in cui il giudice per le indagini preliminari Angela Maria Nutini deciderà quali quesiti della Procura entreranno nel secondo incidente probatorio, quello che deve chiarire le cause e le responsabilità del crollo (il primo ancora in corso è per valutare lo stato di salute del viadotto).

Fabio Canessa

TELENORD