Olio di palma, la Cina può guidare la svolta ecosostenibile della filiera globale
di R.P.
Attualmente la Cina non contabilizza nelle proprie emissioni quelle associate alla produzione dell’olio di palma importato
La Cina, secondo importatore mondiale di olio di palma, potrebbe avere un ruolo decisivo nel rendere più sostenibile una filiera oggi legata a deforestazione, perdita di biodiversità ed emissioni climalteranti.
Uno studio della Qinghai University evidenzia come l’introduzione di sistemi efficaci di tracciabilità, monitoraggio delle emissioni e controlli sulle certificazioni potrebbe ridurre l’impatto ambientale del settore. Attualmente la Cina non contabilizza nelle proprie emissioni quelle associate alla produzione dell’olio di palma importato, nonostante il peso rilevante del consumo nazionale.
L’adozione di regole più stringenti sull’origine delle materie prime e sulla sostenibilità della produzione potrebbe rappresentare un modello anche per altri grandi Paesi consumatori, contribuendo a proteggere le foreste tropicali e a rendere più trasparente una filiera che copre circa un terzo della produzione mondiale di oli vegetali.
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