Dalla Tomba Fieschi ai restauri con crowdfunding le novità al Museo Diocesano

di Giulia Cassini

Il conservatore Paola Martini: «L’attività di un museo è in continuo divenire»

Porte chiuse solo in apparenza per il Museo Diocesano: continuano le attività di trasformazione e di restauro per garantire, alla riapertura al pubblico, grandi novità.
Lo racconta il conservatore Paola Martini, da sempre innamorata del suo lavoro, che non conosce pausa. «Stiamo restaurando e riallestendo il piano fondi del Museo-spiega Martini- dove era conservata la collezione archeologica e anche esposta la Tomba Fieschi. Un lavoro imponente che stiamo realizzando grazie al contributo della Compagnia di San Paolo».
 
Non è l’unica delle attività, ce ne sono anche diverse caratterizzate da un fattore che le rende particolarmente speciali: quello della generosità. Sono infatti tutti restauri nati con attività “bottom-up” e con il sostegno della gente, dei visitatori, di chi ama l’arte e non si tira indietro facendo la sua parte.
 
«Proprio così -commenta Paola Martini- sono stati realizzati grazie a contributi diffusi. Il primo è la parte finale di un progetto che si chiama “La bellezza è un dono. La sua bellezza è un tuo dono” cioè un piano di micro-crowdfunding». Ogni visitatore infatti poteva contribuire con un’offerta minima di 50 centesimi in su. Ha richiesto ovviamente tempi lunghi, ma è stato portato a termine.
 
«Lo dimostra -fa vedere il conservatore all’interno delle sale del Museo- il lavoro che sta facendo in questi giorni ad esempio Sara Silvestri sul polittico di Santa Caterina d’Alessandria, opera di Francesco De Ferrari da Pavia e proveniente dalla Chiesa di Santa Maria delle Vigne  (ultimo quarto del XV secolo). Un altro progetto è quello realizzato grazie al contributo dell’UniAuser con cui abbiamo realizzato delle visite guidate con offerte confluite nel restauro di tre bastoni processionali in argento particolarmente pregiati, come si può vedere oggi nell'attività in corso d’opera della restauratrice Francesca Olcese».
 
Altro importante target il restauro del Paliotto in faille di seta avorio con ricami in argento filato e sete policrome dell’ultimo quarto del XVII secolo ricamato da maestranze liguri su disegno di Domenico Piola: «Nelle mani di Mariolina Rella è già a buon punto e sarà uno dei due pezzi che andranno a rappresentare non solo il Museo Diocesano, ma la ricchezza del patrimonio tessile genovese, nella mostra che si terrà a Washington e poi a Roma di cui vi daremo notizia a breve». Probabilmente questa esposizione, già rimandata a causa della pandemia, si terrà il prossimo anno.