Morte Martina Rossi, il padre: "Pena non ancora in esecuzione per i due condannati"
di Redazione
La giovane perse la vita in Spagna undici anni fa e per la sua morte sono stati processati Albertoni e Vannecchi per tentata violenza di gruppo
"A sei mesi dalla Cassazione ancora la pena non è andata in esecuzione perché la richiesta di affidamento in prova giace in un cassetto". Queste le parole di Bruno Rossi, padre di Martina, la studentessa genovese che perse la vita in Spagna undici anni fa, e per la cui morte sono stati condannati i due aretini Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi. Condanna a tre anni per tentata violenza di gruppo.
Bruno Rossi ha testimoniato ad Arezzo al processo ai sei portuali genovesi fermati due anni fa mentre affiggevano cartelli a Castiglion Fibocchi, paese dove risiedono i due imputati. "I tempi sono davvero troppo lenti" ha commentato Bruno Rossi, accompagnato dalla moglie ad Arezzo. Sul processo odierno Bruno Rossi ha commentato: "Chiedevano solo giustizia, sono bravi ragazzi li conosco bene e non hanno fatto niente di male. Io comunque non sapevo nulla di questo". I sei, tra i 28 e i 57 anni, furono trovati in possesso di taglierini e un bastone e denunciati dalla Digos. Il processo si è aperto oggi davanti e riprenderà il 20 aprile.
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