Medio Oriente, Carlo Panella a Telenord: "Israele Stato necessario anche per i Paesi arabi, ecco perché"

di Katia Gangale - Stefano Rissetto

"Questo libro racconta una pace possibile, che ridisegni il futuro del Medio Oriente nel nome di Abramo"

Il giornalista e saggista Carlo Panella, profondo conoscitore del Medio Oriente grazie a una lunga esperienza professionale maturata sul campo, è intervenuto a Liguria Live su Telenord per presentare il suo ultimo libro, “Israele - Lo Stato necessario” (Rubbettino), un volume che propone una lettura controcorrente delle dinamiche geopolitiche che hanno segnato la regione negli ultimi anni.

 

Nel corso dell'intervista, Panella - fermamente contrario alla politica del governo Netanyahu e dei suoi ministri oltranzisti come Smotrich e Ben Gviri -ha illustrato la tesi centrale del saggio, secondo cui gli eventi successivi all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 avrebbero modificato profondamente gli equilibri mediorientali. «Distruggere l’Entità Sionista: per decenni questa è stata l’ossessione del mondo islamico e dell’Iran degli ayatollah e dei pasdaran», scrive l’autore, sostenendo che il pogrom del 7 ottobre avrebbe dovuto rappresentare l’inizio di una guerra finale contro Israele.

 

Secondo Panella, invece, la risposta militare israeliana avrebbe prodotto un risultato opposto, portando alla sconfitta di Hamas e Hezbollah e all’indebolimento dell’apparato militare iraniano. Una svolta che, a suo giudizio, avrebbe costretto il mondo arabo e musulmano a confrontarsi con una nuova realtà politica, abbandonando la prospettiva dello scontro permanente per aprirsi a percorsi di dialogo e mediazione.

 

«Si è così aperto uno spiraglio di tregua e addirittura di convivenza pacifica», afferma l’autore, richiamando il percorso diplomatico delineato dall’amministrazione Trump e successivamente discusso nelle sedi internazionali. Una prospettiva che, secondo Panella, potrebbe favorire la costruzione di nuovi equilibri regionali fondati sulla cooperazione e sul riconoscimento reciproco.

 

Il libro si propone dunque come una riflessione sul futuro del Medio Oriente e sulle possibilità di una pace duratura tra i popoli della regione. «Questo libro racconta una pace possibile, che ridisegni il futuro del Medio Oriente nel nome di Abramo», sottolinea Panella, ricordando come le vicende che attraversano quell'area del mondo abbiano inevitabili ripercussioni anche sull'Europa e sull'Occidente. «E tutto ciò che vi accade riguarda tutti noi».

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