Dal fitness tecnologico alle "Cene con delitto": le idee di Manuel Bova

di Giulia Cassini

Il genovese adopera la tecnologia per stimolare fisico e mente

E' genovese e pieno di idee. Noto per l'abbinata training e tecnologia con la sua "247 app" (da 24 ore su 24 e 7 giorni su 7), un sistema che con pochi click pianifica il training personale in autonomia scegliendo l'area muscolare e il livello di intensità con assitenza virtuale continua nel comfort di appositi locali automizzati, è anche il volto delle nuove cene con delitto.

Deve cambiare le regole sia che curi il fisico sia la mente il trentenne Manuel Bova, ingegnere e fautore delle storie intitolate "I casi del commissario Giusti" e di eventi che hanno fatto il pienone fin dalla prima occasione. La tecnologia certo resta sempre tra le righe, anche nei gialli, a partire dall'interfaccia Sherlock, una pagina che ha programmato come se fosse un database della polizia con gli indiziati in bella vista e che si evolve nel corso delle storie. Il prossimo appuntamento è fissato per mercoledì 4 dicembre alle 20:30 al "Dado errante" di corso Galliera per "Sangue Caldo".  

Le storie sono realizzate direttamente da Bova, che ha una grande fluidità di scrittura e il merito di non rendere facilmente identificabile l'assassino, nemmeno ai più affezionati lettori del genere. "Anzi, a volte non si riesce ad arrivare ad una soluzione" commenta col sorriso Manuel Bova. "E' tutto partito il 23 dicembre dello scorso anno -continua Bova- infatti rifaremo una cena nella stessa data. Ho reclutato gli attori, molti di noi sono esperti di improvvisazione teatrale, facciamo parte della scuola Maniman Teatro, ed è nato per gioco. Sull'onda dell'entusiasmo ho continuato a scrivere storie, abbiamo fatto tante cene, anche ad Albaro e una a Camogli su una barca, siamo un gruppo consolidato".

Il passaparola è fondamentale, ma anche l'interesse tra i locali e sui social, tanto da attrarre molta gente da fuori. Il copione non è rigido, ma solitamente si inizia con la cena e dopo un'oretta il commissario Giusti interrompe la serata invitando i commensali a svolgere il ruolo di brillanti menti deduttive, ricordando che nei giorni precedenti è stato consumato un delitto. "Il pubblico nei miei eventi rappresenta solo i detective - spiega facendo rilevare le differenze con le cene con delitto tradizionali- lancio poche indicazioni, presento gli indiziati, gli attori, che girano per i tavoli e rispondono a tutte le domande che vengono poste loro. Di solito invece i quesiti li ascoltano tutti, al contrario da noi le risposte vengono date solo tavolo in grado di formularle. Secondo me è più appagante, del resto si vince collegando gli indizi e facendo le domande giuste".  

Molte volte ci sono degli enigmi, sono capitate anche delle e-mail dal morto che aveva programato un sistema di invio automatico per aprire ad esempio una scatola con un lucchetto a combinazione e... procedere nel caso.