“L’ORA DI NOI”, presentata la stagione dei 75 anni del Teatro Nazionale tra giovani e grandi classici

di Redazione

Settantacinque anni di storia non come traguardo da celebrare con nostalgia, ma come punto di partenza per immaginare il futuro. È questo il filo conduttore della stagione 2026/2027 del Teatro Nazionale di Genova, presentata nella sala Ivo Chiesa con uno spettacolo nell'evento, nel segno dello stile che da anni caratterizza le presentazioni ideate dal direttore Davide Livermore.

Video, musica, interventi dal vivo e una forte componente visiva hanno accompagnato il racconto di un cartellone che guarda avanti senza dimenticare le proprie radici. Una scelta particolarmente significativa nell'anno in cui il principale teatro pubblico genovese celebra il suo 75° anniversario.

Il titolo della nuova stagione è "L'ora di noi", una formula che racchiude l'idea di un teatro capace di essere luogo di incontro, confronto e partecipazione. Per Livermore, il palcoscenico deve tornare a essere uno spazio condiviso in cui recuperare senso critico e relazioni umane in un'epoca segnata da frammentazione sociale, conflitti e comunicazione sempre più virtuale.

Ad aprire il cartellone sarà "Orlando Furioso", in scena dall'8 ottobre alla sala Ivo Chiesa con la regia dello stesso Livermore. Una rilettura del capolavoro ariostesco che diventa metafora del presente: la ricerca del senno perduto di Orlando si trasforma nella ricerca di equilibrio e lucidità di una società spesso travolta dall'incertezza e dal rumore del contemporaneo.

Accanto alle grandi produzioni trovano spazio alcuni dei titoli più attesi della stagione. Tra questi il "Don Giovanni" di Molière diretto da Carlo Sciaccaluga, "Ci vediamo all'alba" con Anna Della Rosa e Linda Gennari, "The Forest" di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir e il nuovo lavoro della direttrice artistica Junior Princess Isatu Hassan Bangura, "Blinded by Sight", una rilettura del mito di Edipo che intreccia corpo, memoria e identità.

Particolare attenzione viene riservata alle nuove generazioni. Sei delle sedici produzioni del Teatro Nazionale saranno infatti firmate da artisti under 35. Un dato che testimonia la volontà di investire concretamente sul ricambio generazionale e sulla crescita di nuovi linguaggi scenici.

Proprio in questa direzione si inserisce il ruolo di Princess Isatu Hassan Bangura, nominata direttrice artistica Junior. Artista multidisciplinare, regista e performer, rappresenta una delle novità più significative della nuova organizzazione del teatro. Il suo compito sarà quello di intercettare nuove sensibilità artistiche e favorire il dialogo con il pubblico più giovane.

Nel programma trovano spazio anche produzioni capaci di parlare direttamente al territorio. Tra queste "Traiettoria Calante", opera del giovane autore genovese Pietro Giannini dedicata alla tragedia del Ponte Morandi, e "Accabadora", tratto dal romanzo di Michela Murgia.

I numeri della stagione appena conclusa confermano il buon momento attraversato dall'istituzione culturale genovese. Oltre 132mila spettatori hanno assistito agli spettacoli proposti nelle quattro sale del Nazionale, con una crescita significativa della presenza degli under 30. Gli abbonati hanno superato quota 8.500 e sono state coinvolte 162 scuole.

Durante la presentazione, il presidente Alessandro Giglio, al termine del proprio mandato, ha sottolineato il valore di questi risultati in un contesto non semplice per il settore dello spettacolo dal vivo. A sostegno del Teatro Nazionale è intervenuto anche il Comune di Genova, che ha deliberato un contributo straordinario di 300mila euro per compensare la riduzione di alcuni finanziamenti ministeriali.

La stagione dei 75 anni si annuncia dunque come un equilibrio tra tradizione e innovazione: da un lato la valorizzazione di una storia che ha visto passare sui palcoscenici genovesi alcuni dei più grandi protagonisti del teatro italiano, dall'altro la volontà di aprire nuove strade, coinvolgere nuovi pubblici e dare spazio a una generazione di artisti chiamata a costruire il teatro di domani.

Un percorso che il Teatro Nazionale affronta con una convinzione precisa: la cultura non è soltanto intrattenimento, ma uno strumento per leggere il presente e immaginare il futuro.

«Ci sono titoli straordinari, ci sono tantissime novità, ma quello che non sarà nuovo è l'impegno che questo teatro ha sul territorio. Un impegno che significa contribuire alla qualità della vita di una comunità attraverso lo stare insieme, in questa agorà, in questa assemblea dove le persone possono nutrire la propria anima attraverso l'arte. Qui produciamo arte e la produciamo per tutti, perché le persone possano crescere e perché tutti noi possiamo crescere come comunità grazie alla bellezza del teatro e ai temi che vengono sviluppati sulla scena. Gli spettacoli sono tantissimi e di grande livello, ma inauguriamo la stagione con un titolo particolarmente importante per la storia del teatro italiano e che oggi assume anche un significato di forte attualità. Andiamo tutti insieme sulla Luna a recuperare il senno di Orlando in questo Orlando Furioso che aprirà la stagione. Ma quel senno non è soltanto di Orlando: è il senno dell'umanità. In un tempo in cui la Terra brucia, abbiamo bisogno di ritrovare cose che pensavamo addirittura di non aver mai perso. E invece il senno lo abbiamo perso. Per questo vogliamo compiere il viaggio di Astolfo fino alla Luna, per recuperare le parti migliori di noi stessi, quelle più nobili e più alte dell'essere umano. Per quanto riguarda i giovani, abbiamo una grandissima artista come direttrice artistica Junior, Princess Bangura. È una performer straordinaria e la sua presenza ha già generato qualcosa di importante. Attorno a lei, in questi mesi, si è creata una vera comunità di giovani artisti. Gli under 35 sono sempre stati una parte fondamentale del nostro lavoro: abbiamo sempre cercato di individuare talenti, sostenerli e accompagnarli nel loro percorso. Oggi, grazie a Princess Bangura, abbiamo la possibilità di fare un passo ulteriore e costruire un vero movimento. Quello che vedrete è un gruppo di artisti che porta idee, energia e il desiderio di raccontare il nostro tempo con tutte le sue inquietudini. Credo sia fondamentale che le nuove generazioni abbiano la possibilità di esprimere la propria inquietudine esistenziale, ma anche il proprio desiderio di avere spazio, voce e futuro» ha dichiarato Davide Livermore, direttore del Teatro Nazionale di Genova.

«Il Teatro Nazionale rappresenta un'istituzione fondamentale per Genova perché parla di cultura, di libero pensiero e di crescita collettiva. Siamo orgogliosi del lavoro che viene svolto qui e del percorso costruito da Davide Livermore, che ha saputo dare un grande spazio alle nuove generazioni e ai giovani artisti. Questo è un elemento di straordinaria importanza per il futuro della città. L'amministrazione comunale è sempre stata vicina al Teatro Nazionale e lo è ancora di più in una fase complessa come quella attuale, segnata da una riduzione dei finanziamenti ministeriali. Proprio nei giorni scorsi abbiamo deciso di stanziare ulteriori 300mila euro perché riteniamo fondamentale sostenere le nostre fondazioni culturali, i teatri e tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore, che rappresentano una risorsa preziosa per Genova. Il teatro svolge un ruolo essenziale non solo per la qualità dell'offerta culturale che garantisce alla città, ma anche perché riesce a parlare ai giovani e ad avvicinarli a questa forma d'arte. E quando si entra in contatto con il teatro in giovane età è difficile allontanarsene. Per questo investire nella cultura significa investire nel futuro. Mi fa particolarmente piacere vedere una programmazione che punta a far sentire i giovani protagonisti, riconosciuti nei loro gusti, nelle loro aspirazioni e nelle loro sensibilità. Genova deve tornare sempre di più a parlare alle nuove generazioni, creando opportunità e prospettive. La cultura è anche lavoro, crea occupazione, genera economia e sviluppo. Per questo crediamo sia necessario sostenerla concretamente, offrendo a chi opera in questo settore gli strumenti per continuare a crescere e contribuire alla vita della città» ha dichiarato Silvia Salis, sindaca di Genova.

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