ll commissario per le Rsa: "Covid nel 40% delle strutture. La situazione più grave al San Camillo di Genova"

di Michele Varì

Palummeri: "Le dimissioni dagli ospedali bloccate da un mese. Non sempre? Io credo che sia così"

"Il 40% delle residenze sanitarie assistenziali è stata contaminata dal virus, ma il restante 60% è per ora indenne ed è importante applicare ogni dispositivo di protezione affinché possa continuare a esserlo. Noi lavoriamo per questo".


A parlare è Ernesto Palummeri, geriatra che dopo lunghe esperienze al Galliera e alla Asl 3, è stato scelto dalla Regione Liguria e Alisa come super commissario per gestire l'emergenza coronavirus nelle Rsa liguri, falcidiate dai morti: 800 decessi in un mese e mezzo, di cui almeno il 30% si ritiene provocate dal coronavirus. Decessi che solo nei primi dieci giorni di aprile sarebbero duecento in più di quanti ne erano stati registrati nello stesso periodo del 2019.

Palummeri nel rispondere sui tempi con cui la sanità ligure ha recepito l'emergenza delle Rsa, che per alcuni sarebbero stati troppo lunghi e si è agito con grave ritardo, dice che i trasferimenti dagli ospedali alle Rsa sono bloccati da un mese tranne per i pazienti che hanno bisogno di riabilitazioni. Ma quando gli si fa notare che da alcune residenze, vedi Casa Serena di Genova, dicono che 15 giorni fa sono stati costretti da bloccate i ricoveri dagli ospedali, ammette che la situazione su questo non è chiara, "credo che sia così, ma io mi occupo di Rsa da dieci giorni" aggiunge lasciando di fatto un punto interrogativo su uno dei punti più importanti di questa cronostoria.

"Il covid è entrato nelle Rsa in alcuni casi in modo massiccio - spiega poi Palummeri -, come nella struttura genovese del San Camillo, di Genovai (dove sarebbero morte 40 degenti su 136 ndr), e in altre della Asl 5 e 2, a macchia di leopardo, ma ci sono casi come la Asl 4 del levante dove invece è stato registrato solo un caso. Campoligure? Sì ci sono stati dei casi, ma niente di eccezionale".

Come annunciato dall'assessore alla Sanità della regione Sonia Viale, per fronteggiare l'emergenza si sta effettuando un monitoraggio delle 340 strutture sparse in tutta la Liguria: "Abbiamo avviato gli esami sierologici a tappeto su tutti gli ospiti e i lavoratori che si concluderà il prossimo venerdì, in base ai risultati la prossima settimana vedremo chi sottoporre ai test dei tamponi. L'esame del sangue è più rapido e dice se si è entrati a contatto con il virus e se si hanno gli anticorpi, ma per avere una diagnosi definitiva serve il responso del tampone. Difficile dire se si è infettivi anche nel caso si risulta positivi al sierologico e negativi al tampone. Gli studi della letteratura scientifica su questo non sono ancora chiari".

La gerarchia delle Rsa contagiate a detta di Palumeri emerge anche dalla distribuzione dei 13 medici volontari che Alisa ha distribuito nelle residenze: "Due nella Asl 1, tre nella 2, cinque nella Asl 3 genovese, uno nella 4 e due nella Asl 5".