Davide Rossi a TN: "Via Armirotti, una ferita aperta da vent’anni: “Serve una svolta concreta contro degrado e abbandono”

di Claudio Baffico

3 min, 38 sec
Davide Rossi a TN: "Via Armirotti, una ferita aperta da vent’anni: “Serve una svolta concreta contro degrado e abbandono”

Da oltre vent’anni, nel cuore del Municipio Centro Ovest, via Armirotti rappresenta una vera e propria voragine urbana: un’area abbandonata incastonata tra le case, che nel tempo è diventata simbolo di degrado e incuria. Una situazione che, secondo i rappresentanti del territorio, non solo compromette il decoro urbano ma incide direttamente sulla sicurezza e sulla qualità della vita dei residenti. Il problema, tutt’altro che recente, affonda le sue radici nelle amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni, a partire da quelle guidate da Vincenzi e Doria, fino ai giorni nostri.

Accanto al tema dell’abbandono urbano, si intreccia quello della sicurezza e del controllo del territorio, in particolare lungo l’asse di via Rolando e nell’area di piazza Vittorio Veneto e giardini della Fiumara. Zone densamente frequentate, ma anche segnate da episodi di microcriminalità e da una percezione di insicurezza crescente, nonostante un rapporto definito “costante e proficuo” con la Polizia Locale.

L’area di via Armirotti avrebbe dovuto avere un destino ben diverso. In origine, un progetto privato prevedeva la realizzazione di un parcheggio coperto su tre piani. Tuttavia, la presenza di un rivo sotterraneo e, successivamente, gli eventi alluvionali che hanno colpito la città, hanno portato il Comune a negare il permesso per proseguire i lavori. Da quel momento, lo spazio è rimasto sospeso in un limbo amministrativo, trasformandosi in un ricettacolo di erbacce, rifiuti e degrado.

"Da vent’anni via Armirotti è una ferita aperta tra le case, una voragine che porta solo degrado - afferma Davide Rossi, consigliere municipale Centro Ovest, in esclusiva a Telenord - È un problema che esiste dai tempi delle giunte Vincenzi e Doria e che non è mai stato risolto, nonostante nel tempo ci siano state prese di posizione bipartisan".

Secondo Rossi, le richieste avanzate dal territorio sono sempre state chiare: "Chiediamo da anni che quell’area venga restituita ai cittadini, con la realizzazione di un giardino pubblico o, in alternativa, di un parcheggio a raso. Intorno ci sono tanti palazzi tra via Rolando e via Currò, e quello spazio potrebbe diventare un servizio fondamentale per il quartiere".

Il consigliere sottolinea anche la necessità di un intervento diretto dell’amministrazione comunale: "Il passaggio di proprietà tra i privati si è verificato nella fase di passaggio tra Bucci e Piciocchi, ma crediamo che il Comune possa e debba prendere contatti con l’attuale proprietario, acquisire l’area e trasformarla finalmente in qualcosa di utile per i cittadini".

Il secondo fronte caldo riguarda la sicurezza e la gestione degli spazi pubblici, in particolare lungo via Rolando e in piazza Vittorio Veneto. Zone che, secondo Rossi, potrebbero essere rapidamente bonificate con controlli mirati.

"Il problema di piazza Vittorio Veneto è noto: se fai controlli in alcuni locali, bonifichi la situazione in trenta secondi", dichiara Rossi. "Via Rolando, invece, è diventata un ricettacolo di situazioni critiche, nonostante il lavoro delle forze dell’ordine, con cui il rapporto è costante e proficuo".

A rendere ancora più complesso il quadro c’è il progetto Street Lab, che ha introdotto la pedonalizzazione di un tratto di via Rolando, da piazza Montano a via Dattilo, e il contestuale avvio del Pedibus da via Magellano all'ospedale di Villa Scassi. Un progetto che, secondo il consigliere municipale, presenta diverse criticità.

"Abbiamo segnalato fin dall’inizio che i parcheggi selvaggi davanti ai dissuasori di sosta creano problemi enormi - spiega Rossi - Sarebbe bastato spostare il punto di partenza del Pedibus di cento metri per evitare criticità. Anche i commercianti, attraverso Confesercenti, avevano espresso perplessità, e persino una parte della maggioranza sembrava sensibile al tema. Ma, di fatto, non si è dato seguito a nulla".

Da qui la richiesta di una pausa e di un confronto più ampio: "Chiediamo la sospensione del progetto e l’apertura di un tavolo di confronto vero tra tutti i soggetti economici e civici del territorio. Le trasformazioni urbane funzionano solo se sono condivise e se tengono conto delle esigenze reali di chi quei luoghi li vive ogni giorno".

Un appello che, partendo da via Armirotti e arrivando a via Rolando, punta a rimettere al centro il quartiere e i suoi abitanti, chiedendo soluzioni concrete dopo anni di attese e promesse mancate.

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.