Dal Lido alla Liguria: il racconto di un'edizione da leoni alla Mostra del Cinema di Venezia 2025

di Carlo Martire

3 min, 16 sec

Dall'inviato al Lido di Venezia

Le luci del Palazzo del Cinema si sono appena spente, i riflettori si allontanano dal red carpet e per noi è tempo di imbarcarci sul traghetto che ci riporta verso la terraferma, e poi dritti a Genova. L'82ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia va in archivio come un’edizione memorabile, dove la grande qualità internazionale ha saputo parlare (e molto) anche l'italiano. E, lasciatecelo dire con un pizzico di orgoglio, un po' di Liguria è rimasta impressa nel cuore di questa rassegna.

Il trionfo della qualità: i leoni volano alto

Se il Leone d'Oro a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch ha messo d'accordo la critica internazionale per la sua poesia stralunata e rock, l'Italia esce da questa Biennale a testa altissima.

Impossibile non partire dalla standing ovation totale per Toni Servillo, che si è portato a casa una meritatissima Coppa Volpi come miglior attore per La Grazia, il film di apertura diretto da Paolo Sorrentino. Un binomio, quello tra l'attore napoletano e il regista, che si conferma leggendario: Servillo, già indimenticabile protagonista della pellicola premio Oscar La grande bellezza ormai diversi anni fa, ha regalato al pubblico del Lido un'altra interpretazione magistrale, viscerale, che ha letteralmente stregato la giuria.

Ma l'emozione più profonda e dolorosa della Mostra è arrivata con l'assegnazione del Leone d'Argento a una pellicola tragica che ha scosso le coscienze di tutti i presenti. La straordinaria intuizione del regista di utilizzare voci reali all'interno del film non ha potuto che toccare le corde dell'anima, lasciando un segno indelebile in tutte le persone sensibili. Raccontato con una maestria d'altri tempi, il film non poteva che essere premiato, specialmente in un momento storico come questo: purtroppo l'uomo non impara mai dal passato, e ci sono sempre guerre in cui, drammaticamente, a rimetterci sono gli innocenti e i bambini.

Quella scossa ligure che ha conquistato il Lido: Bellocchio e il caso Tortora

Per noi di Telenord, inutile nasconderlo, l'emozione è continuata con una delle anteprime fuori concorso più attese di tutta la Mostra: Portobello, la nuova serie firmata da Marco Bellocchio e dedicata alla tragica vicenda umana e giudiziaria di Enzo Tortora.

Presentare i primi due episodi qui a Venezia è stato un colpo da maestri da parte del direttore Alberto Barbera sempre impeccabile con il suo intuito  in questi oramai  decenni di Kermesse . Camminando tra il Palazzo del Cinema e l'Excelsior, nei giorni della proiezione, non si parlava d'altro. Vedere ricostruita sul grande schermo la storia di quel giornalismo così legato a Genova, alla nostra storia, e l'assurdità di uno dei più gravi errori giudiziari d'Italia, ha destato profonda commozione. Bellocchio, dopo Esterno Notte, fa di nuovo centro, scavando nella cronaca con una lucidità che fa male, ma che è necessaria.

Cortinametraggio e la sorpresa Olimpica: due mondi si incontrano

C'è stato spazio anche per i grandi eventi futuri e il mondo dei corti. Durante l'attesissima presentazione della nuova edizione di Cortinametraggio 2026, il festival dei corti più famoso d'Italia, c'è stato un vero e proprio colpo di scena.

L'evento, abilmente presentato dalla fondatrice e presidente Maddalena Mayneri insieme al suo storico braccio destro e co-direttore artistico Niccolò Gentili, è stato interrotto da una bellissima sorpresa. Proprio all'interno del Padiglione del Veneto, hanno fatto il loro ingresso trionfale le mascotte ufficiali delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, portando con sé la fiaccola olimpica. Il tutto è stato presentato con l'orgoglio del governatore Luca Zaia: un momento magico in cui due eventi internazionali di primissimo piano si sono virtualmente stretti la mano sul palcoscenico del Lido.

Il bilancio del nostro viaggio

Torniamo a Genova con gli occhi pieni di grande cinema, consapevoli che il grande schermo sa ancora raccontare la complessità dei nostri tempi. Venezia 82 si chiude qui, ma le storie vissute in laguna continueranno a far discutere.

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