La vigilia della consacrazione del nuovo arcivescovo di Genova

di Paolo Lingua

La vigilia della consacrazione del nuovo arcivescovo di Genova

L’Arcidiocesi di Genova e i vertici metropolitani sono in piena attività per la cerimonia pubblica – che si svolgerà in piazza della Vittoria, sabato 11 luglio alle 18 trasmessa in diretta da Telenord – su un altare all’aperto con la messa solenne e la consacrazione del nuovo titolare, il padre Marco Tasca dei  Frati Minori Conventuali. La cerimonia sarà celebrata dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo uscente per limiti di età dopo 14 anni di governo di Genova. Saranno con lui alcuni cardinali e tutti i vescovi del collegio metropolitano, ma anche vescovi ospiti da Venezia, Padova e Treviso. Sarà presente anche mons. Guido Marini, Maestro delle cerimonie pontificie, genovese. La cerimonia solenne, con il coro della cattedrale e musicisti che si alterneranno all’organo, vedrà nella prima fase, il cardinale Bagnasco come conduttore e celebrante della Messa sino alle letture delle Sacre Scritture. Dopo la sua omelia sarà presentato padre Marco Tasca che, successivamente, sarà consacrato vescovo dallo stesso cardinale Bagnasco. Ci sarà l’imposizione delle mani, l’unzione sacrale, la consegna del libro dei vangeli, dell’anello episcopale e poi la consegna del pallio, della mitra e del pastorale, simboli episcopali. Dopo l’Eucarestia ci saranno i discorsi a cominciare dal nuovo arcivescovo e poi, prima della benedizione  solenne, ci sarà un saluto del sindaco di Genova, Marco Bucci.

    C’è molta attesa e interesse, per non dire curiosità, sulla persona del nuovo arcivescovo e sul ruolo che svolgerà nella Chiesa genovese, il cui stemma sarà collocato all’ingresso della cattedrale: oltre al galero  (cappello episcopale) e le croci previste come simbolo del suo ufficio, mons. Tasca ha inserito nello stemma il libro sacro con le lettere simboliche (alfa e omega), il pane spezzato e una fascia con scritto “ostende nobis dominem”, frase tratta dal vangelo di San Giovanni e che è l’invocazione degli apostoli al Cristo prima di tornare al cielo.

    Il nuovo vescovo Marco Tasca ha un cursus honorum di grande respiro. Ha 63 anni, è nato a Sant’Angelo di Piove (Padova) dove è stato ordinato sacerdote nel 1983, dopo il seminario e il liceo classico. Ha compiuto sudi filosofico-teologici; è laureato in teologia e in psicologia a Roma. Dalla capitale, dove è stato anche viceparroco in periferia, è stato poi rettore del Seminario di Brescia, oltre che docente di psicologia all’Istituto Teologico “Sant’Antonio Dottore” a Padova. Ha avuto negli anni seguenti, dal 2001 al 2007, incarichi sempre più importanti all’interno del suo ordine, quello dei Frati Minori Conventuali, per poi diventare, nel 2007, il ministro generale, il 119° successore di San Francesco, incarico che ha retto per due mandati sino al 2019. Nel maggio scorso il papa Francesco lo ha nominato arcivescovo di Genova.

   Certamente mons. Tasca porterà a Genova lo spirito francescano e il senso della Chiesa come collettività. Ha fama d’essere una personalità sempre disposta all’ascolto di qualsiasi interlocutore e di sostenitore  delle espressioni di respiro popolare. Considerato che la sua scelta viene dal pontefice, si pensa che sia vicino alle posizioni del papa, in materia di carità, di assistenza sociale, di sostegno ai più debol8i, con forti interessi per il mondo del Lavoro, un settore che troverà assai feconda a Genova, territorio nel quale sin dal dopoguerra la Chiesa locale è stata assai attiva. Si deve infatti al cardinale Giuseppe Siri (che ha retto l’arcidiocesi dal 1946 al 1987) la fondazione e l’azione dei cappellani del lavoro presenti e attivi nelle fabbriche, in porto e sui posti  di lavoro in crisi. Un’azione che per la verità, ha sempre visto in prima fila, in questi anni di crisi, il cardinale Angelo Bagnasco. Mons. Tasca dovrà anche occuparsi a fondo della riorganizzazione delle Chiesa genovese affrontando il fenomeno diffuso della crisi delle vocazioni, rilanciando ai vertici dei diversi settori operativi della diocesi sacerdoti più giovane e attivi. Un percorso impegnativo, ma anche carico di speranze e suscitatore di entusiasmi. Grande attesa dunque.