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La speranza del mondo per i vaccini antivirus

di Paolo Lingua

La speranza del mondo per i vaccini antivirus

Sulla base delle ultime notizie, ormai diffuse a livello mondiale, tra gennaio e febbraio dovrebbero arrivare, anche in Italia, sia pure in numero ridotto, i vaccini prodotti dal gruppo farmaceutico internazionale americano-tedesco “Pfizer-Biontech”. La sperimentazione, a quanto risulta, ormai in corso da qualche mese, ha dato risultati positivi e incoraggianti su oltre il 90% dei casi. Sappiamo che l’UE ha ordinato già 300 milioni di dosi, di cui 40 milioni destinati all’Italia, dove però, all’inizio dell’anno, arriveranno soltanto 1 milione e 700 mila dosi. Questa tranche minore dovrebbe servire per immunizzare medici, infermieri, personale sanitario e addetti operativi all’assistenza. La distribuzione di massa dovrebbe decollare dalla prossima primavera. L’informazione sul vaccino ha alimentato la speranza generale: la sua distribuzione dovrebbe, nel volgere di circa sei mesi, far quasi sparire il contagio. Come del resto è avvenuto in passato per infezioni virali simili all’attuale. Ma non mancano le incertezze e i dubbi: si dice che nel mondo sono in corso lavori e studi per dar vita ad altre forme di vaccino: si parla d’una quindicina di progetti, alcuni dei quale, a quanto parte, già discutibili e da scartare, ma è fin troppo ovvio che le società farmaceutiche sono vicine e puntano a prospettive di business a cifre da capogiro. In questi giorni, tanto per fare un esempio, le azioni dei produttori del vaccino che sarà acquisito in Europa e che occuperà spazi negli Usa e in altri Paesi di tutto il mondo sono balzate in Borsa. E’ una realtà dalla quale non si può pensare di sfuggire.

Più complesso appare l’utilizzo del vaccino e la sua distribuzione, anche perché ricercatori e scienziati hanno fatto sapere che , per le sue particolarità, il farmaco dovrà essere conservato sino a poco prima dell’uso a una bassissima temperatura. Si parla di 70 – 80 gradi sottozero, una situazione che stupisce in parte perché, spiegano gli esperti, i vaccini di questo genere sono tutti da conservare in questa modalità ma per ora nessuno a una temperatura tanto bassa. E questo significa che occorrerà, a tutti i livelli di conservazioni in funzione dell’uso, organizzare un sistema ex novo di collocamento e poi di trasporto. E quindi si deve pensare a complessità di gestione non ancora messe a punto. Il vaccino poi dovrebbe avere, a quanto si è detto, una doppia applicazione spostata nel tempo. E su questo i dettagli sono ancora scarsi, così come, il criterio di somministrazione che dovrebbe cominciare da quella parte della cittadinanza che ha una età più avanzata e che quindi ha maggiori rischi nel caso di infezione come le statistiche hanno provato sino a oggi. Il vaccino dovrebbe essere somministrato gratuitamente ma non è ancora chiaro se potranno operare i medici di base anche per via della complessità della conservazione e del trasporto del medicinale.

La scelta strategica, a quanto ormai si è capito, è stata fatta e per i primi mesi del 2021 sono concentrate tutte le speranze dei vertici della politica e della medicina, ma soprattutto le speranze dei cittadini che stanno vivendo un periodo terribile della loro vita. Se tutto andrà per il meglio nel 2022 il coronavirus dovrebbe essere debellato. In genere questo tipo di infezioni, anche per l’esperienza del passato sono destinate a sparire. Basterebbe pensare, ma ci sono voluto però molti anni, alla scomparsa di fatto, anche nei Paesi del Terzo Mondo, della poliomielite.

Ovviamente, accanto alle speranze e alla voglia di ottimismo a tutti i costi (sentimenti collettivi più che comprensibili) oltre che al desiderio di tornare a una vita normale com’era prima del coronavirus, non mancano tante perplessità e dubbi. Si spera che non ci siano marce indietro, che tutto funzioni al meglio, che il vaccino non provochi danni collaterali e che sia possibile una distribuzione ordinata e precisa. Sarà, soprattutto per gli specialisti virologi, importante seguire il farmaco e i suoi effetti. Insomma, siamo alla vigilia d’una problematica complessa che ci coinvolgerà in una esperienza di respiro mondiale. Un evento nuovo e imprevedibile in tutti i suoi aspetti. Ci sono certamente preoccupazioni e timori generali, ma la speranza e lì’ottimismo sono più forti.